Massimo Galli: “La seconda ondata arriverà se si ripresenterà un nuovo focolaio senza controllo"

Adele Sarno
·Social media editor, L'Huffington Post
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COMO, ITALY - JUNE 26:  Doctor Massimo Galli at the club's training ground Suning Training Center in memory of Angelo Moratti on June 26, 2020 in Como, Italy.  (Photo by Marco Luzzani - Inter/Inter via Getty Images) (Photo: Marco Luzzani - Inter via Getty Images)
COMO, ITALY - JUNE 26: Doctor Massimo Galli at the club's training ground Suning Training Center in memory of Angelo Moratti on June 26, 2020 in Como, Italy. (Photo by Marco Luzzani - Inter/Inter via Getty Images) (Photo: Marco Luzzani - Inter via Getty Images)

C’è una grande confusione nell’interpretare i provvedimenti previsti dal nuovo Dpcm. L’infettivologo Massimo Galli, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano e professore all’Università statale, che ha appena avuto una meritata nomination per l’Ambrogino d’oro, una benemerenza del Comune di Milano, fa il punto in una intervista al Corriere della Sera.

“La seconda ondata arriverà se si ripresenterà un nuovo focolaio senza controllo. Ma un secondo lockdown è assolutamente da evitare per le implicazioni che avrebbe sulle possibilità di ripresa e sull’economia”.

“Le richieste di ricovero stanno leggermente aumentando, rispetto a dieci giorni fa, come numero e come gravità della malattia - spiega il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano e professore all’Università statale -. Ma non siamo alla pressione del marzo scorso. L’estate è stata troppo vivace in tutta Europa e il contagio si è rianimato: i giovani contagiati hanno trasmesso il virus ai meno giovani”. E proprio parlando dei giovani, Galli sottolinea l’importanza di coinvolgerli, “renderli ‘protagonisti’ di questa battaglia contro il Covid e consapevoli. Non deve essere in alcun modo favorito un atteggiamento trasgressivo”.


Ecco perché, conclude, l’ipotesi di un’eventuale chiusura di ristoranti e bar alle 23 “sarebbe un segnale forte (e utile) nella direzione di un controllo della movida. Non dimentichiamo che Paesi più tolleranti, come Francia, Spagna e Regno Unito, stanno pagando ora le conseguenze di comportamenti un po’ disinvolti”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.