"Dall'Ue ogni cosa positiva è ben accetta". Intervista al leghista Massimo Garavaglia

(Photo: ANSA)

 

“Sono qui in commissione Bilancio e siamo un po’ disperati”, dice a bassa voce Massimo Garavaglia, due lauree di cui una alla Bocconi, già viceministro dell’Economia del governo Conte e volto di un leghismo che non adora la clava ma il ragionamento. Al punto da essere stato ribattezzato “il ministro ombra delle partite Iva”.

Onorevole Garavaglia, l’Unione europea ha risposto alla chiamata: arriverà tanto denaro in Italia. E’ la sconfitta di voi sovranisti che sotto sotto avevate puntato le fiches sul fallimento?

Allora dire che noi avremmo scommesso sul fallimento è ingiusto. Ci mancherebbe. Avevamo e abbiamo dei dubbi. Tuttavia ogni cosa positiva è ben accetta.

All’Italia dovrebbero spettare 80 miliardi a fondo perduto e 90 come prestiti a lungo termine. Positivo, no?

Quello che conta è il contributo vero. E’ questo dipende da una serie di fattori.

Quali?

Guardi, per come sono le forze in gioco il contributo finale può solo diminuire. La seconda considerazione da fare è sulla tempistica. Oggi si parla di un contributo pluriennale che arriverà dall’anno venturo.

Perché ritiene che il contributo finale a fondo perduto diminuirà?

A quello che è il contributo a fondo perduto va detratto. Uno: quanto è il contribuito aggiuntivo che daremo alla Ue e quindi rimarrà una cifra che si aggira fra i 25 e i 30 miliardi. A questo va sottratto a sua volta l’importo delle nuove tasse europee che saranno pagate da cittadini e imprese italiane. Certo è che se dovesse restare anche un solo miliardo sarebbe positivo.

Comunque vada la narrazione dei sovranisti ne esce sconfitta da questa partita, no?

Qui il punto è un altro. Le do un dato: solo il calo del settore del turismo porterà a un minor gettito di 45 miliardi. Se ci sommiamo i 40 miliardi dell’automotive siamo oltre gli 80 miliardi. A fronte di questa catastrofe questo fatto positivo fa piacere ma non risolve la questione.

Alla fine il premier Giuseppe Conte ha portato a casa un risultato che non vi aspettavate.

Ripeto quello che ho detto all’inizio: se arriva anche un miliardo bene. Tuttavia ne servono molti di più fin da subito. Per questo siamo assai preoccupati. L’importante poi è sapere fino a quando resta sospeso il patto di stabilità: se riparte l’anno prossimo siamo rovinati.

I vostri amici sovranisti in Europa si pongono di traverso e si dicono contrari ai miliardi a fondo perduto ai Paesi come l’Italia. E’ un contrappasso?

Per inciso, la maggioranza in Europa è di centrosinistra. Questa è una proposta franco-tedesca. Ed è evidente che in Ue ognuno faccia i propri interessi. 

Veniamo al centrodestra e ai vostri cugini sovranisti di coalizione. Oggi Giorgia Meloni su La Stampa dice: “Qualcosa si muove in Europa”. 

Non leggo i giornali.

La leader di Fratelli d’Italia apre uno spiraglio, Silvio Berlusconi dice addirittura sì al Mes, e voi? 

Luigi Einaudi diceva che i pessimisti sono i più informati.

Dunque lei resta pessimista. Intanto c’è un dibattito sottotraccia all’interno della Lega. C’è una Lega di lotta che alza il livello di scontro con l’Europa che evoca l’uscita dall’Euro e poi c’è una Lega moderata che ha posizioni e toni differenti alla quale è certamente ascrivibile lei. Ecco, la posizione di via Bellerio sull’Europa è quella di Alberto Bagnai, o quella di Massimo Garavaglia?

La posizione della Lega è sempre la stessa. Non è contro l’Europa ma contro l’Unione Europea che non funziona. Se da domani dovesse funzionare il problema non ci sarebbe più.

Nel frattempo la Lega a trazione salviniana perde consenso. Negli ultimi settanta giorni – vale a dire da quando è scoppiato il Covid-19 – avete lasciato sul terreno diversi punti percentuali. Che cosa non sta funzionando?

Un po’ di calo c’è stato, è vero. Ed è dovuto più che altro alla quarantena, al fatto che Salvini è stato costretto a restare a casa. La forza del segretario è coniugare i social con la presenza fisica.

Un dato è che sta prendendo forma e consistenza una Lega moderata che rimanda a lei, a Giancarlo Giorgetti, a Luca Zaia.

Fortunatamente siamo un partito in cui si discute ma la sintesi la fa il segretario.

Dica la verità: c’è un po’ di imbarazzo dentro la Lega dopo l’apertura dell’Europa nei confronti dell’Italia?

No, no. E’ solo l’inizio di un percorso lungo. Sarei felicissimo se arrivassero tutti quei miliardi. Torno a lavorare in commissione che qui la situazione è drammatica. 

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