Massimo Zedda, cosa faceva prima di diventare sindaco

Il nuovo primo cittadino di Cagliari, studente fuoricorso e precario del nuovo millennio

È stata una delle sorprese dell’ultima tornata elettorale. Massimo Zedda, classe 1976, è il nuovo sindaco di Cagliari. Una città, quella sarda, da anni in mano al centrodestra, ma che ora svolta a sinistra grazie a questo giovane politico, definito da molti il “Nichi Vendola sardo”. Un giovane, ma con un’esperienza politica ormai decennale. Tra un lavoro precario e l’altro.

Massimo Zedda nasce e cresce a Cagliari e fin da bambino assapora l’aria della politica. Suo padre, infatti, è stato segretario cittadino e dirigente nazionale del Pci. Da sempre di sinistra, Massimo inizia la trafila tra le formazioni giovanili del Pds, di cui diventa segretario cittadino a Cagliari. Studente universitario, porta il suo attivismo politico anche nelle aule di Giurisprudenza, facoltà cui è tuttora iscritto.

Nel 2006 viene eletto nel Consiglio Comunale, mentre nel 2009 approda in Regione, dove rimane fino a lunedì pomeriggio, quando viene eletto sindaco di Cagliari. Nel 2010 la sua fuoriuscita dal Partito Democratico, di cui dice di non  apprezzare e capire la funzione fin dalla sua fase embrionale, e la scelta di appoggiare Nichi Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà, di cui diventa uno dei massimi esponenti nell’isola.

Alle primarie per le Amministrative ha battuto nettamente il candidato del Pd e di Bersani, Antonello Cabras, un politico d’esperienza, già governatore della Sardegna, deputato e segretario regionale del Pd. Come Giuliano Pisapia a Milano, ma con una verve e uno stile che ricordano più il toscano Renzi.

Ma Massimo Zedda non è solo pane e politica. Agli studi universitari e alla politica, infatti, ha affiancato diversi lavori precari. Ha lavorato, tra l’altro, in un ristorante come cameriere e ha un’esperienza all’interno di una azienda pubblicitaria. Tutti lavori precari, a tempo determinato o con contratti atipici. Insomma, un’esperienza simile a quella di molti suoi concittadini e coetanei, visto che Cagliari “vanta” un tasso di disoccupazione dell’11%, che raggiunge il 45% proprio tra i giovani.

E’ stato forse questo, insieme alla voglia di cambiamento, a far vedere Massimo Zedda non come un figlio d’arte o un politico inserito stabilmente nell’establishment partitico, ma come un giovane precario che può capire le problematiche dell’occupazione della sua città. Un voto di protesta, insomma, contro il governo di centrodestra della città, ma anche contro quella parte dell’opposizione che non ha saputo leggere la voglia di rinnovamento e le richieste che arrivano, prima di tutto, dal mondo giovanile e del lavoro. Punti sui quali Zedda ha primariamente basato il suo programma.

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