Masterchef, la gentilezza e la bravura di Antonio che vince e fa la proposta di matrimonio al suo compagno

Nicoletta Moncalero
·10 minuto per la lettura
Masterchef, la gentilezza e la bravura di Antonio che vince e fa la proposta di matrimonio al suo compagno
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Antonio Lorenzon 43 anni, art director di Bassano del Grappa vince la nona edizione di Masterchef. Ma non gli basta. Davanti alle telecamere, come nel miglior show televisivo americano, si inginocchia davanti al fidanzato Daniel e gli chiede di sposarlo. “Questo è un giorno molto particolare per me - dice - perché ho ricevuto questa gloria, e altrettanta gloria voglio trasmetterla a una persona che nella vita ha creduto in me e mi ha reso la persona che sono. Voglio che questo sia un momento speciale». Anello al dito, e applausi per Antonio che ha conquistato tutti con il suo modo di fare, la sua allegria e la sua mancanza di cattiveria.

Prima della proclamazione dello chef Cannavacciuolo, Locatelli aveva speso belle parole per lui.

“Antonio hai affrontato Masterchef con una filosofia semplice in testa. E il tuo modo di essere e di pensare ti hanno aiutato in momenti più bui. Passo dopo passo sei arrivato fino a qui, con la consapevolezza delle tue forze. Devi dire grazie solo alla tua bravura e soprattutto alla tua grande umiltà, una dote che tutti qui, in questa cucina dovrebbero invidiarti”.

Antonio ha cucinato il miglior piatto della finale, un secondo a base di pernice, che rimanda alle battute caccia di caccia del papà, con finferli, cipollotto fresco e tartufo nero. Molti complimenti anche per il suo antipasto, una rivisitazione in chiave moderna del baccalà alla vicentina, che faceva la sua mamma.

Non ce l’hanno fatta invece Maria Teresa (un po’ troppo spinta) e Marisa (decisamente sotto tono, a parte il dolce).

Serata decisamente no per Davide che invece si è fermato all’Invention Test davanti allo chef italiano che ha tre stelle a Barcellona, Paolo Casagrande.

Come al solito però tutto è iniziato con una Mistery Box.

Tuffo nel passato. Al posto del grembiule, c’è la divisa per i più talentuosi aspiranti chef della nona edizione di Masterchef Italia. Davide è il più serio, è ancora molto offeso con Maria Teresa.

Sotto una gigante Mystery Box, per tutti, c’è il primo giorno nella masterclass. La prova: creare un piatto con gli ingredienti che, nel bene e nel male, hanno segnato il loro percorso a MasterChef Italia. Sei ingredienti dedicati per ciascuno: la torpedine ma anche il limone di Antonio (che gli ha fatto vincere un Invention Test), il cous cous ma anche il rafano di Davide (che l’ha affossato al Pressure), per Marisa le animelle ma anche il guanciale (che a momenti la faceva uscire dalla cucina), il baccalà della prova di coppia per Maria Teresa, ma anche il filetto (la prima volta nei peggiori).

Obiettivo per i concorrenti dare prova, con il proprio piatto, di aver avuto un’evoluzione e di aver davvero imparato dai propri errori. Un piatto è il racconto perfetto del viaggio, quello di Maria Teresa: “La mia evoluzione” è un rollè di pernice e filetto, con schiuma di baccalà.

“Sono fiera di me - dice -, volevo assolutamente vincere”.

In masterclass Maria Teresa confida di volere con lei Marisa all’ultima prova. Ora all’Invention Test darà battaglia aperta ad Antonio e Davide.

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Invention Test stellato. Nella seconda prova della semifinale, i migliori quattro devono replicare i piatti dello chef tristellato Paolo Casagrande, del ristorante “Lasarte” a Barcellona, l’unico italiano con tre stelle a Barcellona. A Masterchef ha portato quattro capolavori, quattro piatti di difficoltà crescente. Per sé Maria Teresa sceglie uno dei piatti più noti di Casagrande, l’antipasto: tartare di calamaro con tuorlo d’uovo liquido, servito con consommé di cipolla e kefir; a Marisa assegna il primo: ravioli di wagyu in salsa iodata di ostrica, anguilla di vapore, con salsa teriyaki, aria di rafano piccante e caviale; per Antonio parago arrosto su maionese di yuzu e sale di nocciola, con pil pil di console e aria di Champagne. Infine il piatto più difficile a Davide, un dolce: sfere di cardamomo, con mela verde e yogurt, un piatto che è un’opera d’arte.

“Voglio arrivare in finale con persone che stimo - dice Maria Teresa - e Davide non lo stimo per niente”.

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A Maria Teresa scappano due uova, a Davide non riesce la spugna al microonde. Ma a fine prova sono tutti pronti davanti a Casagrande. Maria Teresa è la prima e non è soddisfatta del suo gel di brodo. Cannavacciuolo assaggia ma resta muto. Casagrande: “Ci siamo con tutti i sapori e complimenti per essere riuscita a tenere intero il tuorlo dell’uovo”.

Tocca a Marisa, ha paura di non aver chiuso bene i ravioli e non è riuscita a fare il gel di rafano. Casagrande: “Il ripieno del raviolo e la pasta vanno molto bene, il rafano è molto piccante. Ma complimenti”. Il secondo di Antonio: non è convinto di aver azzeccato i sapori. Casagrande: “Hai riconosciuto e identificato il mio piatto. Non credevo arrivassi a questo punto, perciò, complimenti”. Resta Davide che ha avuto problemi a togliere dagli stampini le sfere, ma è comunque soddisfatto: nel piatto, i sapori e gli elementi ci sono tutti, dice. “Era un piatto molto difficile, la spugna non è riuscita, ma gli altri sapori mi ricordano molto il mio piatto” dice alla fine Casagrande.

È il momento del giudizio finale, si decide ora chi non sarà ammesso alla sfida finale, quella dei tre menù degustazione. Maria Teresa è la prima a salire in balconata, primo momento di vera emozione per lei. Poi il momento di Davide: Barbieri lo accusa di non aver affrontato la prova con la giusta umiltà e la giusta concentrazione. Missione compiuta per lei, è riuscita a far fuori il suo nemico. Manca un secondo finalista: Marisa, i complimenti di Localteli per lei, per aver sempre avuto chiaro il suo obiettivo. Ma soprattutto complimenti ad Antonio, il suo era il piatto migliore dell’Invention. E a sorpresa sale anche lui in balconata.

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Menù degustazione. La prova più attesa, temuta, emozionante ma anche soddisfacente dell’intera edizione: gli aspiranti chef, nel corso della finalissima, devono proporre i propri menù degustazione, creati e sviluppati in totale autonomia. Saranno questi piatti, in base agli assaggi e al gusto dei tre Chef stellati, a decidere il vincitore di MasterChef Italia. Ci sono un libro da pubblicare e 100mila euro in gettoni d’oro in palio. Intanto arrivano i famigliari a fare il tifo per i tre finalisti, con i loro sogni messi su carta. Tutti vogliono aprire un locale, la masseria dei nonni per Maria Teresa, un ristorante sui Navigli col fratello per Marisa, un locale in Costa Azzurra per Antonio e il suo compagno, Daniel. Si parte dalla cucina di Masterchef. Antonio cucina con la mano destra fasciata, si è bruciato con l’olio bollente mentre provava il suo menù degustazione.

Due ore e mezza per cucinare tutto il menù: antipasto, primo, secondo e dolce. Il primo piatto dovrà uscire dopo un’ora di tempo, a seguire, distanziate da mezz’ora l’una dall’altra le altre tre portate. Maria Teresa punta tutto su “Contaminazione di Puglia”, ingredienti della tradizione contaminati da viaggi ed esperienze di vita. Antonio si presenta con “Vita, vecchi ricordi”, punta su passato, famiglia e tradizioni rivisitate in chiave moderna. Infine Marisa “L’itinerario delle mie emozioni”: si parte dal paesino da cui è scappata e che ha ricostruito nei suoi piatti, per diventare quello che è oggi.

Marisa è la più ordinata e sembra anche quella organizzata meglio. Antonio invece è un po’ più all’arrembaggio. Maria Teresa è concentrata, motivata. Ha sempre la stessa grinta, una macchina da guerra.

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I giudici assaggiano tutto. Si comincia dagli antipasti. Antonio ha portato la rivisitazione di un piatto della mamma, il baccalà alla vicentina su spuma di cipolla con crosta di polenta e caviale. Marisa un piatto che si ispira a Santorini e a un piatto che mangiava da piccola: black code con crumble di pane di segale, nervetti sale e limone, salicornia e maionese di lime, cocco e zenzero; infine Maria Teresa con un piatto che la riporta in Sicilia, primo viaggio insieme al marito: un falso carpaccio di seppia con salsa agrumata e pistacchi, spuma di Canestrato foggiano e insalata di cardoncelli.

I piatti di Maria Teresa e Marisa convincono di meno rispetto all’antipasto di Antonio, che parte in vantaggio. Ma è presto, mancano ancora tre portate.

Siamo al primo piatto, pasta fresca per le ragazze, risotto per Antonio: risotto ai porcini e bastardo del Grappa, uova di trota affumicate e gel di Amarone della Valpolicella. Un piatto decisamente minimal. Marisa invece ha scelto un primo vegetariano: tortelli di grano arso con borragine, ricotta salata e noci tostate su salsa di funghi portobello e kefir con tartufo nero. Maria Teresa unisce Salento e Giappone: ravioli ripieni di bombette pugliesi con brodetto di gamberi al cedro, sashimi di gamberi e tobiko wasabi. I giudici assaggiano: la gelatina ha rovinato il piatto di Antonio. Piace l’idea di Marisa, ma il ripieno è timido, gli altri sapori sono un po’ troppo coprenti. Maria Teresa conquista Cannavacciuolo, Barbieri fatica a trovare un difetto. Parità tra Antonio e Maria Teresa.

È il momento del secondo. Antonio ha preparato una pernice con finferli, cipollotto fresco e tartufo nero. Marisa invece astice blu al lardo di Colonnata e polpette di chele e mascarpone con pane aromatizzato al limone, cicoria e bisque di astice. Maria Teresa: torcicolli in crepinette, purea di topinambur e liquirizia, maionese di banana e alga wakame. Iniziano gli assaggi dei giudici. Il piatto di Marisa non va, è salatissimo. Locatelli elogia il piatto di Antonio, un piatto da ristorante. Cannavacciuolo e Barbieri elogiano la scelta degli ingredienti e l’impiattamento. Il piatto di Maria Teresa invece manca di una salsa, la carne è molto asciutta. In più non piace la presenza dell’alga, inutile. Antonio torna in vantaggio.

Siamo all’ultimo piatto, il dolce.

Antonio ha preparato una meringa alle nocciole con gelato al pepe di Sichuan, salsa di lamponi, e mousse di cioccolato; Marisa una mousse di caprino alla vaniglia su frolla alle nocciole con pere al rum, cioccolato e caramello salato; Maria Teresa una sfera di cioccolato bianco ripiena di mousse di burrata, fichi al vin cotto su biscotto alle mandorle con crema inglese al rosmarino.

Ultimo assaggio. Si parte dal dolce di Antonio, vista la presenza del gelato. A Locatelli piace moltissimo la meringa di nocciole. Piace molto anche l’accostamento cioccolato e pepe. Poi Marisa: la mousse di caprino conquista tutti. Infine Maria Teresa: la sfera è un po’ troppo spessa, ci sono consistenze sbagliate per Barbieri.

Il verdetto. La pernice di Antonio è giudicato il miglior piatto della finale. Ma piacciono anche il primo di Maria Teresa e il dolce di Marisa. Le idee dei giudici sono molto chiare quando arriva il verdetto. “Ci avete regalato tre storie bellissime - dice Locatelli -. Ma ora dobbiamo mettere un nome su questa edizione: chi vince, lo fa grazie ai dettagli, che in cucina, lo abbiamo sempre detto, fanno la differenza”.

La busta è nella giacca di Cannavacciuolo: il vincitore della nona edizione di Masterchef Italia è Antonio.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.