Masterchef sceglie i migliori cinque. È l'edizione delle emozioni e della commozione

Nicoletta Moncalero
·6 minuto per la lettura
Antonino Cannavacciuolo (Photo: masterchef - sky)
Antonino Cannavacciuolo (Photo: masterchef - sky)

Masterchef ha scelto i migliori cinque. Marisa, Maria Teresa, Davide, Antonio e Nicolò sono sempre più vicini al titolo di migliore chef amatoriale d’Italia. Una selezione resa emozionante grazie alla nuova prova dello skill test inaugurato quest’anno e dedicato alla tecnica.

Salutano tutti invece Francesca, eliminata dopo l’Invention test (con la gradita partecipazione dello chef stellato Jeremy Chan) e Luciano, fuori all’ultimo minuto dopo lo scontro finale con Nicolò e abbracciato tra le lacrime dallo chef Cannavacciuolo. Prima però belle parole per lui: “Mi sembra di salutare un vecchio amico - gli ha detto lo chef -. Mi sto emozionando a salutarti. La cosa che ti deve rendere più orgoglioso è che la tua storia sarà di esempio a molte persone. Ci hai dimostrato che non è mai troppo tardi. Tutti possono avere una seconda chance. Hai fatto un grande percorso qui con noi. Sei un grande Luciano”.

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Prima però la serata è iniziata così.

Ricette da copiare. Piace a quelli di Masterchef, quest’anno, mischiare le carte. Così dopo aver chiesto ai 7 aspiranti chef di disegnare e scrivere la loro ricetta del cuore, han deciso di mischiare le carte. E le ricette da seguire sono state quelle degli altri. Luciano s’è beccato il piatto ideato da Nicolò, per dire, e nella sua postazione si respirava un gran odore di aceto. Tra i migliori: Antonio (ma l’idea era di Luciano ed era un uovo in camicia su crema di pane), Maria Teresa (ricetta di Marisa: ravioli di cernia e zenzero) e Luciano (Nicolò: polpetta di cefalo e pistacchi). I giudici dicono che tutti i tre piatti sono stati eccellenti. “Siamo al livello che le le piccole cose fanno la differenza” dice Cannavacciuolo e poi annuncia il vincitore: Antonio. ”È da un sacco di tempo che aspettavo di vincere questa prova” commenta lui.

Contaminazione. In master room Antonio scopre il tema dell’Invention - la contaminazione - e l’ospite d’onore, Jeremy Chan, una stella Michelin a Londra. Tre piatti: platano, riso affumicato con zabaione di granchio, astice con fagioli e salsa di guanciale (nella salsa più di 20 ingredienti, difficoltà massima). Basta guardare la faccia dei tre giudici per capire che siamo su un altro pianeta. Per fortuna questa volta si sceglie un piatto solo per tutti: ce n’è già abbastanza così, senza complicarsi troppo la vita.

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Antonio sceglie per tutti il piatto più difficile, l’astice con fagioli. Nel piatto ci sono 40 ingredienti. “Avevo voglia di farlo questo piatto” dice. Come nelle scatole Lego, gli ingredienti sono divisi in buste diverse, e ci sono le istruzioni con i passaggi da seguire. Così sul bancone i concorrenti si trovano cinque scatole di ingredienti diversi. Unica nota pulp, Maria Teresa che si taglia. Imperdibile il commento di Locatelli “Tranquilla, non muori”. Poi si va all’assaggio. I complimenti di Locatelli vanno a Niccolò: “si avvicina molto al piatto originale, bravo”: è lui il migliore della prova. Marisa e Maria Teresa sotto tono, anche Francesca in grande difficoltà. Maria Teresa si salva, invece Marisa e Francesca finiscono tra i peggiori. Ed è Francesca ad abbandonare la gara. Il suo saluto commuove tutti, Barbieri la consola e Cannavacciuolo la solleva in braccio.
Tempo di metter via gli avanzi e si riparte.

Esame di maturità. Nessuna esterna, ma il temuto skill test. Tre difficili prove, tema preciso: le tecniche di cottura. Nicolò ha un vantaggio enorme: può decidere l’ordine delle tecniche da seguire. Può così decidere la tecnica con cui salvarsi con facilità. Tra l’affumicatura (Cannavacciuolo), la gratinata (Locatelli) e la cottura in umido (Barbieri) Nicolò sceglie di iniziare con la gratinatura. Poi cottura in umido e affumicatura. Ci sono cinque ingredienti da gratinare: finocchio, sogliola, il pomodoro, la pesca e le capesante. Quarantacinque minuti di tempo. Locatelli assaggia per primo il piatto di Davide: la sogliola sembra cruda, e c’è troppo aglio. Va meglio a Marisa, Locatelli è soddisfatto. Cannavacciuolo conferma. Anche la sogliola di Antonio ha qualche problema. Luciano è preoccupato. Maria Teresa invece è sicura di sé, ma il suo pomodoro gratinato non convince Locatelli. Anche la panatura delle capesante è pesante. È il momento di Luciano: già a prima vista si capisce che non ha centrato la prova. Tocca a Nicolò, è l’unico ad avere steso la sogliola, ad aver trattato capesante e pomodoro nel modo giusto. Ma l’errore fatale: ha messo il sale sulla pesca.
Solo Marisa e Davide salgono in balconata per il momento.

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Si riparte con la cottura in umido. Momento Amarcord sul pollo, ricetta di casa Barbieri. Anche questa volta 45 minuti di tempo. Si comincia ad assaggiare i piatti di Luciano e Nicolò. Quello di Luciano è un po’ brodoso. “Il sapore è buono, ma c’è un problema. La coscia doveva essere girata molte volte, e andava messa un po’ prima” dice Barbieri. Ma è un piatto che sa molto di Sicilia. L’impiattamento di Nicolò è molto meglio. Ma manca nel piatto un po’ di umido. Il piatto di Maria Teresa è di tutt’altro tipo. Il pollo è cotto nel latte di cocco, e c’è una crema di limone alla base del piatto. Infine Antonio: pollo cotto bene, impiattamento elegante, sapore buono, ma poca salsa anche per lui.
Al secondo step dello skill test si salvano Maria Teresa ( i giudici hanno apprezzato il tentativo di fare qualcosa di diverso) e Antonio.
Sfida finale tra Nicolò e Luciano, si va con l’affumicatura. Nicolò non ha mai utilizzato a casa questo metodo di cottura, Luciano invece sì. Cannavacciuolo regala ricordi di famiglia. Cinghiale, fagiano e trota: sono gli ingredienti da affumicare. Soliti 45 minuti di tempo. Entrambi scelgono il capriolo. E le ricette sono molto simili. Barbieri avverte che sarà implacabile. Due piatti perfetti per i giudici, ma uno di più dell’altro. Il piatto di Nicolò è il migliore. Alla fine, si salva.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.