Mater Olbia, Coletto: "Eviterà mobilità passiva"

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"Questo nuovo ospedale nasce in un momento storico in cui era necessario innovare e investire nella sanità, che non è mai una spesa o un costo ma sempre un investimento che va a vantaggio dei cittadini. In quella zona un ospedale è sicuramente utile, l’importante è che ora venga gestito nel modo più aderente possibile alle esigenze di un territorio rarefatto. Il Mater Olbia dovrà fare rete con gli altri ospedali e diventarne il punto di riferimento vista l’importanza di una struttura del genere". Così Luca Coletto (Lega), ex assessore alle Politiche Sanitarie della Regione Veneto, a proposito dell'ospedale nato dalla partnership tra la Qatar Foundation Endowment e la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Ircss di Roma.  

"L'obiettivo sarà farlo diventare un ospedale centrale a livello regionale per dare ai cittadini le risposte di cui hanno bisogno ed evitare la mobilità verso la penisola, quei viaggi della speranza che i sardi sono costretti a fare - ha aggiunto - ma sarà utile anche per dare un servizio in loco dal momento che i cittadini pagando delle tasse hanno diritto ad avere un servizio sanitario efficiente. So che e questo sarà l’obiettivo della nuova amministrazione, conosco sia il presidente che l’assessore alla sanità, che ha come obiettivo primario evitare la mobilità passiva verso altre regioni e quindi iniziare ad avere risorse in più da investire nella sanità della Sardegna. Lo scopo finale è soddisfare tutte le necessità sanitarie all’interno della regione".  

"Rispetto alla partecipazione del Gemelli - ha concluso - credo sia stata un'idea lungimirante perché dove c’è l’università c’è sempre una garanzia di buona sanità, di ricerca e quindi c'è la garanzia di un servizio di ottima qualità perché si cerca di innovare e migliorare una sanità che comunque è buona al livello nazionale ed è la meno costosa al livello europeo. Uno degli obiettivi sarebbe poi quello di far diventare il Mater Olbia un centro di eccellenza tale da richiamare pazienti anche dalla penisola e invertire la tendenza di mobilità, questo implicherebbe anche nuove risorse da reinvestire sempre a vantaggio dei cittadini sardi".