Mater Olbia, politici ed esperti plaudono: "Nuova frontiera della cooperazione"

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Politici ed esperti plaudono al Mater Olbia , l'ospedale nato dalla partnership fra la Qatar Foundation Endowment e la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma. "Sicuramente" il Mater Olbia - dove già si sono recati tre musulmane - avrà "risvolti positivi" perché "aiuta l'immagine" della comunità islamica in Italia in quanto "i pregiudizi si combattono tramite la conoscenza, il dialogo e le campagne di informazione", commenta in un'intervista ad Aki-Adnkronos International il palestinese Foad Aodi, fondatore dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) nonché membro della commissione scientifica del dipartimento Immigrazione e Sanità della Lega Araba. 

"Che ben venga" quando "c'è questo tipo di collaborazioni controllate con obiettività positive" dice ad Aki sul Mater Olbia il senatore Tony Chike Iwobi, responsabile Immigrazione della Lega e vice presidente della commissione Affari esteri di Palazzo Madama. "Per amor di Dio, noi apparteniamo al mondo", sottolinea Iwobi. 

"Il pregio di questa iniziativa è che vede un'eccellenza italiana con una proiezione esterna. Penso che sia questa la nuova frontiera della cooperazione, la cosiddetta cooperazione decentrata", afferma Jean Leonard Touadi, esperto di relazioni internazionali ed 'advisor' della Fao, in merito all'ospedale. "Alla fine le persone si incontrano su bisogni essenziali, come può essere la salute. Con una sola operazione abbiamo aiutato un territorio a fare un passo avanti", conclude Touadi.