Per quale motivo un sacco di matite sono gialle?

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Oggi lo sono un po’ meno: la creatività dei produttori ha preso spazio e così in cartoleria e in altri negozi si trovano con i colori più disparati. Ma un tempo le matite erano gialle: tali sono state per lungo tempo e comunque tali restano per la maggioranza di quelle presenti sul mercato. La ragione di questa consuetudine mette insieme la Repubblica Ceca, la Francia e l’Inghilterra.

Partiamo da quest’ultima e dal 1564, anno in cui a Borrowdale, piccolo centro nella contea di Cumbria, viene scoperta la prima miniera di grafite. Le matite, di fatto, nascono lì e in una forma che di fatto non è mutata fino a oggi, con la mina inserita in un pezzo di legno. Se questo non ha difetti, tiene il proprio colore naturale; diversamente, viene colorato per nasconderli. Normalmente si usano colori scuri.

Per un paio di secoli la produzione di matite non conosce innovazioni; poi, nel secolo XIX, qualche produttore cambia qualcosa con pezzi fatti con una mescola di argilla e polvere. Quanto al legno, nulla cambia. Il XIX secolo resta però uno spartiacque di questa storia, grazie alla scoperta - questa volta in Siberia - di una grande riserva di una grafite migliore di quella inglese. Questo nuovo materiale piace all’azienda ceca Hardmuth, che decide di presentare all’Esposizione universale di Parigi del 1889 - quella in cui fu inaugurata la Torre Eiffel - le proprie matite con un legno dall’aspetto diverso, di colore giallo.

La scelta del colore è coerente con cultura siberiana, dove il giallo è simbolo di lusso e di una vita dai caratteri nobiliari. Hardmuth decide poi di chiamare la linea di nuove matite con il nome di un noto diamante: Kho-I-Noor. Le idee sono buone e i prodotti hanno un successo tale che la stessa azienda cambia insegna e diventa Koh-I-Noor Hardtmuth. Da allora, tutte le aziende produttrici si sono allineate a quell’esito producendo matite gialle e con nomi presi dalla tradizione orientale, o comunque a essa ispirati.