Matrimoni combinati per favorire l'immigrazione clandestina in Calabria

Saverio Simone Puccio

Sulla certificazione parlavano correttamente la lingua italiana, con attestazioni rilasciate da un ente convenzionato, ma l'esame non era mai stato sostenuto e le persone coinvolte conoscevano la conoscevano a stento.

Partendo da questi documenti e da una segnalazione dell'ufficio immigrazione della questura di Catanzaro, la squadra mobile è riuscita ad individuare un'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina attraverso l'organizzazione di matrimoni di comodo e la produzione di documentazione falsa.

L'organizzazione era composta da cittadini cinesi e italiani e, in particolare, da una coppia di italiani e da una cittadina cinese residente a Catanzaro.

Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno confermato i sospetti degli inquirenti, ricostruendo tutte le operazioni necessarie per ottenere permessi di soggiorno a cittadini cinesi, ma non solo, grazie a matrimoni o convivenze fittizie con cittadini italiani. A chi accettava questa proposta sarebbero state corrisposte somme di denaro tra i mille e i duemila euro.

La cittadina cinese reclutava i suoi connazionali che volevano rinnovare il permesso di soggiorno senza averne diritto, mentre i coniugi nazionali si occupavano di individuare le persone disposte a formalizzare il matrimonio o la convivenza con soggetti in realtà sconosciuti. Gli organizzatori funzionavano come una vera e propria agenzia, capace di organizzare anche il finto matrimonio.

L'inchiesta, denominata “Lucciole e lanterne”, è stata coordinata dal procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dai procuratori aggiunti Vincenzo Capomolla e Giancarlo Novelli, e dai sostituti Debora Rizza e Graziella Viscomi.

Durante le attività degli inquirenti, è stato possibile individuare anche una seconda organizzazione che avrebbe gestito un giro di prostituzione con donne straniere di diverse nazionalità, alle quali venivano procacciati clienti e messe a disposizione strutture ricettive o appartamenti. Tra le persone coinvolte c'è anche un poliziotto in servizio nella questura di Catanzaro e che avrebbe seguito direttamente gli affari legati alla prostituzione.

Due le ordinanze emesse per le indagini per le quali sono scattati arresti domiciliari e obblighi di dimora. Molte le persone indagate. Per i reati legati alla prostituzione, ai domiciliari un poliziotto e un 55enne. Obbligo di dimora per un 54enne e un 33enne.