Matrimoni forzati, Bonafede: con Codice rosso Stato più presente

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Roma, 23 set. (askanews) - "Grazie alla legge sul Codice rosso, lo Stato è sempre più presente nella protezione delle donne e dei loro figli", lo sottolinea il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede su Facebook, rivendicando - dopo il caso di Pisa - la scelta di aver allargato, "superando le resistenze dell'allora partner di governo", le previsioni del testo di legge "ad altre proposte provenienti da tutte le forze politiche del Parlamento". Perché "una legge per tutelare ulteriormente le donne e i loro figli non può avere colore politico".

Infatti "i risultati sono emersi sin da subito e le cronache ci offrono una sua applicazione quotidiana in tutto il territorio italiano. Ringrazio di cuore le forze dell'ordine e i magistrati per il loro assiduo impegno". "Come sapete, da Guardasigilli non posso entrare nel merito di casi concreti per cui la giustizia farà il suo corso accertando eventuali responsabilità. Ma - spiega Bonafede - il fatto che oggi sia emersa la notizia di un'indagine per 'Costrizione o induzione al matrimonio' ci dà conferma di aver fatto la scelta giusta quando abbiamo deciso, superando le resistenze dell'allora partner di governo, di allargare l'originale testo di legge, composto da soli 4 articoli, all'attuale testo composto da 21 articoli".

Perché "una legge per tutelare ulteriormente le donne e i loro figli non può avere colore politico". E "grazie all'ampliamento del Codice rosso ad altre proposte provenienti da tutte le forze politiche del Parlamento, oggi esistono norme importantissime come pene più severe per il reato di femminicidio, l'introduzione del reato di deformazione permanente del volto, fino alla tutela delle donne dal fenomeno delle c.d. spose bambine".

"Ecco, qui non si tratta di stabilire di chi sia il merito di una legge o meno, si tratta di fare atti per il bene del Paese", sottolinea Bonafede, concludendo: "Questa è la mia idea di giustizia, lontana dalla sterile polemica politica e orientata solo all'interesse dei cittadini".