Mattarella al Papa: pace solida solo accantonando logiche dominio

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Roma, 1 gen. (askanews) - "Santità, il messaggio inviato in occasione della 53° Giornata Mondiale della Pace induce a una riflessione sulla responsabilità che impegna ciascuno - nella sfera privata e nell'agire sociale - a contribuire a una feconda e pacifica convivenza, tanto al livello nazionale che nel quadro dei rapporti internazionali. In occasione del recente viaggio apostolico in Giappone Ella ha sottolineato che la pace e la stabilità internazionale non possono essere edificate "sulla paura della reciproca distruzione o su una minaccia di annientamento totale". Per superare il precario equilibrio che opportunamente, Santità, definisce "falsa sicurezza", occorrono infatti fondamenti ben più ambiziosi basati sulla consapevolezza di una fratellanza intimamente inscritta nella coscienza di ogni essere umano. Solo accantonando logiche di dominio e con la riscoperta delle potenzialità dell'altro, i popoli potranno costruire solidi ponti di pace". È il messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Papa Francesco.

"A questo riguardo - sottolinea il capo dello Stato - è prezioso il Suo invito a intraprendere quell'audace esercizio di speranza che ci consente di guardare oltre il limitato orizzonte dei risentimenti e delle paure. Tutti noi, chiamati a "credere nella possibilità della pace" e a coltivare in ogni gesto quotidiano la cultura dell'incontro, traiamo dal Suo ispirato messaggio anche un paterno incoraggiamento a non lesinare sforzi nella promozione della giustizia - in ambito politico, economico e sociale - affinché essa possa permeare tutte le dimensioni della vita delle nostre comunità, a cominciare dalla famiglia. E nella famiglia trova il suo primo alveo naturale il tesoro della memoria, suggerimento e traccia, come Lei ci ha ricordato, "per le presenti e le future scelte di pace".(Segue)