Mattarella: bene Ue su pandemia, ora politica estera e sicurezza

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Roma, 4 set. (askanews) - Una politica estera e di sicurezza comune europea è necessaria per offrire il contributo dell'Unione "alla causa della pace, dello sviluppo, della sicurezza e della stabilità internazionale". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato all'amministratore delegato di The European House - Ambrosetti, Valerio De Molli, in occasione della seconda giornata della 47ma edizione del Forum di Cernobbio. "L'Unione Europea - - ha sottolineato - ha dimostrato, di fronte alla pandemia e alle sue conseguenze sul piano economico e sociale, una capacità di reazione efficace e tempestiva. Le azioni intraprese, sia sul terreno delle campagne di vaccinazione sia sul terreno del sostegno alle crisi sociali e alla ripresa economica, confermano la bontà delle scelte effettuate in direzione di una sovranità condivisa a livello continentale. La integrazione europea consente di giocare a livello internazionale sul piano economico una massa critica a tutto vantaggio dei popoli europei".

"Le risorse pubbliche messe in campo - ha osservato il capo dello Stato - sono imponenti, tali da creare, con i suoi programmi di innovazione, una cornice favorevole agli investimenti privati che sono attesi per alimentare una fase ancora più positiva di rilancio. Le previsioni, per l'Italia, guardano, nel 2021 ad una crescita del Pil pari al 6% e nel 2022 al 4,4%, al quinto posto tra i Paesi del G20, con un incremento a due cifre della produzione industriale. La forte volontà politica, che è stata all'origine delle scelte proposte dalla Commissione Europea e sostenute dalla approvazione del Parlamento Europeo, ha consentito di superare le diverse sensibilità presenti nell'Unione e di dar vita a una dimensione operativa senza precedenti che costituisce una vera e propria svolta".

Si tratta, a giudizio di Mattarella, di "una dimensione che deve trovare ora collocazione nell'ambito del Trattato che, dopo la riflessione della Conferenza sul futuro dell'Europa, dovrà sostituire quello di Lisbona. Analogo impegno deve riguardare ora il contributo dell'Unione Europea alla causa della pace, dello sviluppo, della sicurezza e della stabilità internazionale. La globalizzazione dei mercati importa che avvenga contemporaneamente alla diffusione dei diritti, per il raggiungimento della piena dignità delle persone in ogni angolo del mondo. Di qui la necessità di una politica estera e di sicurezza comune".

"E' materia - ha detto ancora il presidente della Repubblica - in cui la Ue si è mossa, sin qui, troppo timidamente e che rappresenta, al contrario, la naturale continuazione di quella sovranità condivisa destinata anche a garantire, ai cittadini europei, la prosecuzione di una esperienza di crescita e progresso che non ha eguali. L'Europa non può permettersi di essere assente da scenari ed eventi le cui conseguenze si ribaltano sui Paesi che la compongono e dalla definizione delle regole che presiedono alle relazioni internazionali. Invio auguri di buon lavoro ai partecipanti, con l'auspicio - ha concluso - che i protagonisti della vita economica e finanziaria sappiano cogliere l'opportunità di contribuire a una fase di nuovo consolidamento del progetto europeo".

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