Mattarella: chi aderisce a Ue sia coerente con valori o abbandoni

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Roma, 5 lug. (askanews) - "Le solenni decisioni assunte da ciascun popolo al momento dell'adesione al progetto non possono essere contraddette se non a prezzo della drastica decisione dell'abbandono. Occorre chiarezza. Ciascun processo in itinere è soggetto a pause, rallentamenti, incertezze, compromessi. Occorre tuttavia essere sempre ben consapevoli del costo che ciascuno di questi intralci comporta e le loro conseguenze negative sui destini dei popoli dell'Unione". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella suo discorso alla Sorbona a Parigi, nell'ambito del suo viaggio di Stato nella capitale francese. Il presidente non fa ovviamente alcun cenno al documento dei sovranisti europei messo a punto in questi giorni (fra cui Salvini e Meloni) ma il riferimento potrebbe non essere lontano dalla realtà.

"Il progredire delle buone cause è, abitualmente, lento ed è arduo il cammino per far prevalere i principi del diritto nei rapporti internazionali. Eppure è stato possibile. E, se un rammarico può essere espresso - ha rilevato Mattarella - questo consiste semmai, nell'alternarsi, nel corso dei decenni, di negligenza e di vigore nell'impegno teso ad affermare con tenacia il rispetto dei diritti della persona e delle comunità come principio inviolabile all'interno e all'esterno di ogni singolo Stato membro della comunità internazionale".

"Proviamo ora a chiederci - ha continuato - cosa muove la storia del progresso dell'umanità? Il conflitto o la cooperazione? Nella limpida risposta a questo interrogativo, data, nel Secondo dopoguerra, da statisti di grande saggezza - che si erano impegnati nella corale battaglia per la sconfitta del nazifascismo - si iscrive l'accaduto nel nostro continente, dapprima con l'iniziativa dei Sei fondatori e, via via - rispondendo agli appuntamenti proposti dalla storia - sino alla attuale configurazione a ventisette Paesi".

Se la storia diviene sempre più universale - prendendo atto dell'unità del genere umano - "non possiamo pensare che a scriverla - ha affermato - possano aiutare i canoni obsoleti del "sacro egoismo" delle ottocentesche rivoluzioni nazionali. Nel contesto attuale si sente talvolta dire che vi sono visioni diverse - talvolta opposte ma che si pretendono parimenti plausibili - di Europa". Al netto della doverosa disponibilità a comprendere i diversi punti di vista e a rendersi conto della fatica di ogni costruzione, per Mattarella "questa tesi rischia di mettere in ombra le autentiche finalità dell'esercizio di unità europea che sono, invece, inequivocabili. Si tratta di elementi inscindibili fra loro: non vi può essere democrazia senza libertà; libertà senza democrazia; libertà e democrazia senza giustizia sociale che consente il perseguimento della prosperità. Liberté, Egalité, Fraternité: sono elementi indivisibili per tutta l'umanità. Di questo vogliamo e possiamo essere orgogliosi come europei".

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