Mattarella chiama governo e opposizione e chiede unità

Barbara Tedaldi

Sergio Mattarella alza il telefono, chiama governo e opposizioni e media. Mentre dalle città del nord e dagli ospedali arrivano immagini drammatiche di una vera e propria guerra contro il coronavirus, il Capo dello Stato da giorni è in collegamento, ovviamente telefonico, con i principali protagonisti chiamati a contrastare l'epidemia.    

Nei giorni scorsi ha sentito i leader europei, e non solo, confermando la sua linea di collaborazione e solidarietà internazionale davanti alla minaccia globale. Da sempre è in contatto con il governo, dal premier ai diversi ministri, per comprendere appieno la portata delle decisioni assunte. E con i presidenti delle Regioni, per ascoltare il loro grido di dolore e le loro richieste all'esecutivo. Stamane ha chiamato nuovamente palazzo Chigi ma anche i leader delle opposizioni, impegnate ieri in un duello a base di regolamenti parlamentari sul dl Cura Italia. Un decreto che non ha soddisfatto i leader del centrodestra che hanno annunciato di volere severe modifiche senza le quali non lo voteranno.

Insomma, si è creato un clima ben diverso da quello auspicato dal Capo dello Stato anche due giorni fa, nel giorno dell'Unità nazionale, quando aveva affermato che “il clima di difficoltà, di incertezza e di sofferenza che stiamo vivendo rende ancora più stringente la  necessità di  unità sostanziale di tutti i cittadini attorno ai valori costituzionali e ai simboli repubblicani”. Mattarella, che si trova in sintonia con i presidenti delle Camere sulla necessità di garantire i lavori parlamentari, non entra ovviamente nelle dinamiche parlamentari, ma chiaramente auspica unità e collaborazione a tutti coloro che hanno la responsabilità pubblica di fronteggiare l'epidemia, ognuno per la sua parte. 

A riferire per primo della telefonata del Presidente della Repubblica è stato Matteo Salvini: "Poco fa mi ha chiamato Mattarella, è stato cortese", ha affermato il segretario leghista. "Cosa mi ha detto Mattarella? Non parlo a nome del presidente della Repubblica. Dico che riconosce che più collaborativi di così è impossibile. Ci piacerebbe essere coinvolti di più", ha detto Salvini che ieri aveva minacciato di non votare il dl Cura Italia se non ci fossero stati cambiamenti, mentre il centrodestra al Senato aveva chiesto un esame accurato del dl, sollevando le accuse di ostruzionismo della maggioranza. "Ho dato la massima disponibilità a collaborare, ma dobbiamo essere tutti a farlo. Spero di essere chiamato oggi stesso da Conte", ha aggiunto.

Stessa linea anche da parte di Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Per entrambi la disponibilità di FdI e FI è indiscutibile, mentre è il governo a dimostrarsi chiuso alle proposte del centrodestra. 

Insomma, alla vigilia di una probabile proroga delle misure di isolamento, mentre le città del Nord combattono una vera e propria battaglia contro l'epidemia, il Capo dello Stato cerca di trovare una via mediana, chiedendo il massimo di unità e di collaborazione per affrontare scelte dure nei prossimi giorni e interventi di lungo periodo, anche sul fronte economico, nelle prossime settimane.

Il messaggio a Papa Francesco

In mattinata il Capo dello Stato aveva inviato un messaggio a Papa Francesco nel settimo anniversario della sua elezione, ricordando come la missione pastorale del Pontefice sia sempre stata improntata al dialogo tra popoli e nazioni, un messaggio che ora, davanti alla minaccia della pandemia, diviene “un pressante invito”. Il Presidente della Repubblica, da sempre in sintonia con il Papa sulla linea del multilateralismo e della collaborazione davanti alle sfide epocali, ha ricordato che siamo di fronte alla “prova speciale per la diffusione globale del Covid-19”.

“In un contesto drammaticamente segnato dalla pandemia” tutta la comunità internazionale trova nella “illuminante Missione Pastorale e nella viva e paterna testimonianza dei più alti valori evangelici” del Papa “un pressante invito a riscoprire le ragioni della collaborazione e della solidarietà tra gli stati e tra i popoli, in adesione all'esigente messaggio di attenzione ai più vulnerabili che Vostra Santità propone con instancabile determinazione all'umanità tutta” ha scritto il Presidente. In gioco c'è la salute di milioni di persone, la sicurezza economica e lo sviluppo per tutti, anche i più deboli, il futuro dei nostri giovani: per questi obiettivi sono dunque inutili e controproducenti i conflitti, illusorie le barriere.

Quanto al nostro Paese, il Capo dello Stato ha ringraziato il Pontefice per “la sua speciale vicinanza” “confermata, anche nelle ultime ore, in occasione delle Sue recentissime visite a luoghi di culto che per secoli hanno rappresentato fonti di consolazione e di speranza”.