Mattarella chiede un fisco equo. Conte chiarisce alcuni punti della manovra

elisa trincia

Regole semplici e fisco equo per le imprese. A indica i temi sui quali vanno incentrate le scelte politiche ed economiche per il Paese è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa. Per il Capo dello Stato serve inoltre una sinergia tra istituzioni e parti sociali, soprattutto per accompagnare "il percorso di innovazione e digitalizzazione delle piccole imprese "con una strategia complessiva, favorendo l'imprenditorialità e lo sviluppo sostenibile".

E proprio sul tema del fisco arriva la risposta del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che sempre dal palco dell'assemblea nazionale della Cna, afferma che verrà mantenuto "inalterato il regime forfettario per le partite Iva fino a 65mila euro" perché "non possiamo toccarla tutti gli anni, chi lavora deve avere una prospettiva" e la possibilità di avere "un rischio calcolato".

Il premier ha anche l'occasione di difendere l'operato del suo esecutivo, al lavoro sulla manovra: "Laboriosamente, pazientemente e consapevoli della responsabilità davanti al Paese - dice ricordando i diversi incontri avuti con ministri e tecnici -, abbiamo lavorato per pian piano risolvere" il problema della sterilizzazione dell'Iva "e per delineare una prospettiva a questo Paese. Siamo molto ambiziosi, non ci manca coraggio. Vogliamo orientare questo Paese alla crescita, a una più equa distribuzione reddito".

Conte bolla poi come false le dichiarazioni di chi sostiene che il governo voglia "colpire le partite Iva e i professionisti, nulla di più falso" dice, aggiungendo che una "certa propaganda vorrebbe dipingere come profluvio di balzelli e nuove tasse in particolare nei confronti di specifiche categorie come" quella degli artigiani".

Una bufala anche le tasse "sull'acqua minerale, sulle merendine, sul gasolio e false sono tante altre ricostruzioni".

E sempre in tema di semplificazione di fisco, Conte sottolinea ancora che "tutti devono essere messi nelle condizioni" di effettuare dei pagamenti elettronici "senza dover per forza ricorrere alle carte di credito, ma avere strumenti alla portata di tutti: ne stiamo valutando un ampio ventaglio, con zero commissioni per gli acquisti più modesti e comunque con commissioni sensibilmente più basse delle attuali".

Facilitare i pagamenti digitalizzati ma senza "nessun aggravio e nessuno svantaggio, nulla che possa criminalizzare chi vorrà ancora utilizzare il contante", precisa subito.

Per la riduzione del cuneo fiscale "ci sono 3 miliardi che serviranno a rendere più pesante la busta paga dei lavoratori. Non è una somma ingente, ce ne rendiamo conto: faremo di più l'anno prossimo e confidiamo che incrementando le risorse potremo metterle a disposizione anche delle imprese", spiega. Il premier rimarca ancora una volta uno dei cavalli di battaglia dell'esecutivo giallo-rosso, la lotta all'evasione fiscale e al sommerso.

"Siamo ancora più coraggiosi: vogliamo lavorare per restituire all'Italia le risorse sottratte dall'economia sommersa, inefficienze, sprechi e costo del denaro pubblico particolarmente elevato", conclude. Intanto il presidente della Repubblica ha firmato il decreto fiscale che ora potrà essere presentato alle Camere per la necessaria conversione in legge.