"Mattarella ci ha chiamato dopo il tweet sul Palermo". La rivelazione di Ficarra e Picone

Andrea Cauti
"Mattarella ci ha chiamato dopo il tweet sul Palermo". La rivelazione di Ficarra e Picone

All'inizio dell'anno, dopo aver pubblicato il tweet con il 'rimprovero' a Sergio Mattarella per non aver parlato, nel discorso di fine anno, delle sorti del Palermo Calcio ("Anche quest'anno Mattarella nel suo #discorsodifineanno ha parlato dei giovani, dell'ambiente, delle donne, del lavoro e nessuna parola sul Palermo in serie D. Spiace dirlo ma siamo una nazione in declino"), Ficarra e Picone hanno avuto la sorpresa di ricevere una telefonata dal presidente della Repubblica in persona.

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Lo raccontano all'AGI i due comici durante una animata (e come potrebbe essere diversamente?) conference-call. "Il presidente ci ha chiamati e ci ha assicurato che seguirà le sorti del Palermo in modo che non sarà promosso in serie C ma andrà, per decreto presidenziale, direttamente in Champions League" scherza Salvatore Ficarra. Poi, seriamente, è Valentino Picone a spiegare cosa è successo: "Mattarella ci ha chiamato veramente - racconta - e, con molta ironia, si è giustificato dicendo che se avesse parlato della situazione del Palermo Calcio nel suo messaggio di fine anno avrebbe rattristato troppo gli italiani".

Anche quest'anno Mattarella nel suo #discorsodifineanno ha parlato dei giovani, dell'ambiente, delle donne, del lavoro e nessuna parola sul Palermo in serie D. Spiace dirlo ma siamo una nazione in declino. pic.twitter.com/aRxf6LS5I0

— Ficarra e Picone (@FicarraePicone) January 1, 2020

Per Ficarra e Picone è un momento d'oro. Il loro ultimo film, 'Il primo Natale', ha incassato 14 milioni di euro ed è stato il film italiano più visto nel 2019. Ora si apprestano a tornare per il 16esimo anno consecutivo (1.098 puntate dalla stagione 2004-2005) alla conduzione del tg satirico di Canale 5, 'Striscia la notizia', che tornerà in onda il 7 gennaio con i due comici siciliani alla guida.

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Con l'AGI Ficarra e Picone parlano sia del film che della nuova esperienza in tv. "Siamo ovviamente contenti del risultato e del gradimento del film - dice Picone - che ha spiazzato chi ci conosceva. I nostri personaggi, un prete che non approfondisce il messaggio di Dio e un ladro d'arte per cui le opere religiose sono importanti solo in chiave economica, all'inizio hanno un approccio di indifferenza verso gli ultimi, verso chi viene da molto lontano. Poi le cose si ribaltano decisamente".

"Ci piaceva l'idea di affrontare il tema degli ultimi, dei profughi, dei migranti, usando una metafora per raccontare l'attualità - interviene Ficarra - e lo spettatore ne è colpito. Quello che mostriamo in effetti è un problema umano che c'è sempre stato". Un tema, quello dell'immigrazione, che è anche molto politico e che accomuna 'Il primo Natale' al film di Checco Zalone 'Tolo Tolo' appena uscito.

Perché oggi sembra che solo i comici facciano film politicamente impegnati, mascherati da commedie? Risponde ancora Salvo Ficarra: "La questione dell'immigrazione stimola perché è importante. È inevitabile che i comici siano interessati al tema, criticando a modo loro chi cerca di convincerci e di metterci in testa l'idea che per stare bene dobbiamo combattere chi sta peggio di noi". Un tema che i due attori siciliani sentono particolarmente anche per nascita.

"La questione dell'immigrazione esiste - continua Ficarra - e la politica deve affrontarla, ma non può farlo in questo modo: non si può sottolineare le malefatte solo degli extracomunitari che delinquono e tacere quando si tratta degli italiani. La storia recente - aggiunge - insegna che i malfattori eravamo sempre noi del Sud e Bossi lo ha ribadito pochi giorni fa dicendo di aiutare i meridionali a casa loro. In passato - prosegue Ficarra - molti hanno fatto politiche repressive, ma nessuno lo ha mai fatto sul lato umano".

L'opinione di Ficarra e Picone sui politici non è edificante e lo ribadiscono nell'intervista all'AGI: "Anche quando i politici mettono mano ai simboli religiosi per i loro scopi elettorali, siamo caduti forse nel punto più basso", commenta Picone. "Attento Valentino - interviene Ficarra - che se dici così, potrebbe accadere che i politici inizino a scavare".

Poi aggiunge: "La maggior parte di chi usa simboli religiosi si sposava fino a poco tempo fa usando simboli celtici... Nel nostro film la Madonna dice che i veri miracoli li fanno gli uomini. Da questo punto di vista il nostro film restituisce all'uomo il potere di dire no, di influire nel corso della vita e della storia".

Reduci dal successo di 'Il primo Natale', dal 7 gennaio Ficarra e Picone tornano in tv. Con quale spirito? Risponde Valentino Picone: "A noi piace alternare i linguaggi e dopo quello cinematografico torniamo a quello televisivo - dice all'AGI - e 'Striscia la notizia' è un'esperienza unica che noi consigliamo di fare a tutti quelli che fanno il nostro mestiere almeno una volta nella vita. I nostri testi lo scriviamo noi - aggiunge - ma in genere commentiamo le notizie e guardiamo la trasmissione come se fossimo a casa".

Dopo 16 anni, i due comici confessano di avere sempre grossi stimoli quando sono al comando di 'Striscia'. "Dopo oltre trent'anni - spiega ancora Picone - questa trasmissione non perde forza perché vive di mostri e si rinnova ogni volta". Cosi' si conclude la conference-call, con gli auguri di rito e la certezza che la coppia siciliana, "felicemente insieme da 25 anni", è ormai adulta e ha la forza e il coraggio di affrontare scelte artistiche rischiose. E il pubblico gradisce. Molto.