##Mattarella critica dazi ma con Danimarca lontani su migranti e clima

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Copenaghen, 8 ott. (askanews) - Dazi, migranti e clima sono stati i temi principali dell'incontro (circa 40 minuti) che oggi a Copenaghen il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto con la premier Mette Frederiksen, nell'ambito della sua visita ufficiale in terra danese. Successivamente si è svolto il colloquio con la regina Margherita II. Un viaggio che ha segnato il ritorno all'attività fuori confine del capo dello Stato - dopo lo stop estivo e soprattutto dopo le fibrillazioni politiche che hanno dato vita al cambio di governo - e che si cala in un momento di particolare tensione per l'Unione europea su alcuni temi. Il bilancio del viaggio, anche se è giusto ricordare che il ruolo del capo dello Stato non è quello delle decisioni politiche o di indirizzo dell'attività dell'esecutivo, è caratterizzato da luci e ombre.

Sui dazi annunciati dagli Usa nei confronti di prodotti Ue non è certamente ininfluente che il presidente della Repubblica (ancorché non esecutivo) di uno dei maggiori paesi dell'Unione europea si rechi il prossimo 16 ottobre - nell'ambito della sua visita negli Stati Uniti - alla Casa Bianca per incontrare Donald Trump. Ecco allora che Mattarella, incontrando la premier danese, ha criticato le decisione dell'amministrazione Usa sollecitando "una risposta unita dell'Ue" per evitare di cadere in una "spirale che contraddirebbe lo spirito euroatlantico". Il presidente, senza alcun dubbio su questo in sintonia con Frederiksen, si è augurato che "l'applicazione dei dazi non venga mai attuata" anche perché "abbiamo a cuore il rapporto con gli Usa. Un rapporto corretto e collaborativo Ue-America - ha ribadito durante l'incontro con la premier - che dobbiamo ripristinare. Anche attraverso l'intensificazione della collaborazione tra paesi europei". Anche perché, ha sostenuto, "nessuno, anche i Paesi più grandi del Vecchio continente, può pensare di risolvere il tema da solo".

Detto delle luci, o comunque di una consonanza di posizioni tra Italia e Danimarca, ecco arrivare le ombre. Su migranti e clima la distanza (non è una novità) tra i due Paesi resta tale. In particolare sul tema migrazione, nel giorno in cui in Lussemburgo si svolge la riunione dei ministri dell'Interno dell'Unione europea - dopo il pre-accordo di Malta tra Italia, Germania e Francia - per stabilire un meccanismo temporaneo per la ridistribuzione dei migranti salvati nel Mediterraneo. Mattarella è stato netto nel suo colloquio con la priemer danese: "I migranti sono un problema che esiste, bisogna governarlo e non si può fare finta di nulla, non si può rimuoverlo". Ma dalla Danimarca (che peraltro non ha sottoscritto neanche l'accordo di Lisbona) arriva una brusca frenata. Frederiksen ha spiegato che non sottoscriverà alcuna intesa. La chiusura di Copenaghen viene edulcorata dalle parole della premier, che ha mostrato grande apprezzamento e comprensione per i problemi dell'Italia sulla questione. Ma loro non parteciperanno alla redistribuzione. In ogni caso, quasi rispondendo alla sollecitazione di Mattaerella, Frederiksen ha assicurato che il suo Paese è disposto ad altre forme di aiuto, sostenendo interventi, azioni di sostegno in quei paesi africani da cui scappano i migranti.

Anche sul clima la posizione espressa da Mattarella registra una frenata da parte della Danimarca. L'Unione europea, ha detto nell'incontro con la premier, "dovrebbe avere all'interno del suo bilancio maggiori risorse per il clima, magari cominciando dall'allargamento delle tasse sui grandi inquinatori". Ma Frederiksen ha risposto sottolineando come la Danimarca abbia già compiuto molti interventi a favore del clima ed è quindi contraria ad un aumento delle risorse nel bilancio europeo su questo tema. La Danimarca ha ribadito di ritenere sufficienti i soldi stanziati dall'Unione per l'ambiente e soprattutto per la lotta al cambiamento climatico. Magari, ha rilevato Frederiksen, si potrebbe essere d'accordo su una tassazione per i grandi inquinatori. Mattarella dal canto suo ha chiarito come l'Italia "sul clima sia già molto avanti, avendo già raggiunto gli obiettivi previsti per il 2020 ed essendo già a buon punto per gli anni a venire".