Mattarella da Maastricht invoca solidarietà e responsabilità in Ue

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Maastricht, 11 nov. (askanews) - Solidarietà dentro l'Unione europea, responsabilità verso i cittadini e rispetto dei diritti di ciascuno. Sono le parole d'ordine pronunciate oggi da Sergio Mattarella sul tema dei migranti e più in generale sul futuro e le prospettive del continente. Un messaggio che sembra rivolto alle leadership europee attuali richiamando la storia e tutte le difficoltà che la comunità ha incontrato nel suo percorso di integrazione. "L'intendersi, l'accrescere la fiducia reciproca tra i partner, è stata opera paziente ed efficace". E "come trent'anni addietro oggi ci è richiesto un salto di qualità. Abbiamo bisogno oggi di scelte coraggiose e lungimiranti. Rinunciarvi significherebbe evadere dalle nostre responsabilità; rassegnarci all'irrilevanza. Occorre compiere queste scelte e individuare strumenti adeguati".

Il Capo dello Stato ha ben chiaro che le sfide che ci attendono sono "drammatiche" su molti fronti, a partire dalla pace messa in discussione dall'aggressione russa e dalla crisi energetica che ne è seguita. Ma la sintesi del suo messaggio oggi a Maastricht per celebrare i 30 anni dalla firma dei Trattati è di guardare con ottimismo al futuro perchè "è nella crisi che l'Europa va avanti" dice citando il fondatore dell'Ue Jean Monnet.

Di sicuro le tensioni tra Roma e Parigi non sono lontane dai pensieri del Presidente della Repubblica che sempre si è speso e si spende per consolidare i rapporti con i partner europei, come ha voluto fare con questa visita di Stato nei Paesi Bassi, paese con il quale i rapporti sono leali ma anche "franchi" visto che è uno di quei paesi "frugali" che spesso ci bacchetta per la tenuta dei conti pubblici. La stella polare per Mattarella è però la capacità di trovare insieme soluzioni, come è successo in questi decenni.

"Questa nostra Europa ha attraversato periodi di stasi - ha ricordato Mattarella - alternati a periodi di intensa attività, come quello intercorso fra l'Atto Unico e Maastricht e i grandi allargamenti a est, ad altri di intensa delusione, come la citata mancata ratifica del Trattato Costituzionale". Luci e ombre insomma che non devono scoraggiarci anche oggi che ci sfidano tanti temi di portata epocale.

Uno è appunto quello delle migrazioni: "La risposta alla sfida migratoria avrà successo soltanto se sorretta dai criteri di solidarietà all'interno dell'UE e di coesione nella risposta esterna e da una politica lungimirante nei confronti della regione africana". Mattarella osserva che "tra pochi decenni il rapporto di popolazione tra Africa e Unione Europea sarà di quattro a uno e i paesi di quel Continente, dotati di una grande quantità di materie prime di immenso valore rivestiranno peso e influenza nella comunità internazionale". Dunque "il loro atteggiamento nei confronti dell'Unione sarà corrispondente al grado di solidarietà che oggi viene riservata a loro e ai loro migranti". Insomma serve "coordinamento e responsabilità condivisa tra Stati Membri" che siano frutto di "intese efficaci e rispettose dei diritti di ciascuno".

L'altro tema è quello dell'energia rispetto al quale "non è il momento di esitazioni nè di scelte egoistiche". La situazione in cui siamo richiede "coraggio e determinazione". Agli studenti e ai docenti italiani e stranieri che lo ascoltano nella House of government di Maastricht il Capo dello Stato ha ricordato le battute d'arresto, le divisioni, gli egoismi che hanno a volte interrotto il percorso di integrazione: "Un percorso che è stato influenzato naturalmente, dagli indirizzi manifestati negli appuntamenti elettorali di ciascuno Stato".

Ma da questa realtà non si torna indietro perchè, insiste Mattarella, esiste ormai "un interesse europeo che trascende, fonde e accorpa gli interessi nazionali". "I cittadini europei si attendono un'Unione più efficiente, coesa, solidale e rappresentativa. Una vera casa comune - prosegue -. Un'Unione a misura di azioni e di interazioni più efficaci anche nei confronti del resto del mondo. Se tutti daremo prova di senso di responsabilità, capacità di visione, rispetto e lealtà reciproca, aumenteremo il senso di appartenenza nell'Unione".

Alla fine, rispondendo alla domanda di una studentessa sul livello di euroscetticismo nel nostro paese, il Capo dello Stato si concede una battuta per allegerire il clima: "l'Euroscetticismo è un virus, come il Covid ha colpito tutti a giro, ma le ultime rilevazioni statistiche sugli italiani sono positive, il fenomeno è nella curva discendente, questo è rassicurante".