Mattarella: democrazie fragili di fronte a pervasività tecnologia-2

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Bergamo, 24 ott. (askanews) - "Come ogni nuovo traguardo conseguito dall'umanità, l'innovazione ci ha dato molto, ma tanto potrebbe sottrarre - ha ammonito Mattarella - incidendo nel corpo più vivo del nostro essere persone, a cui si riconnette una dignità e un insieme di diritti che possono essere messi in discussione. Il divario digitale non può autorizzare divario nei diritti di cittadinanza".

Ha poi osservato Mattarella: "Siamo alla epifania dell'inveramento di ciò che viene definita l'Intelligenza artificiale, strumento da maneggiare con cura, frutto dell'esame di milioni di dati inseriti e della individuazione delle migliori risposte offerte nei diversi casi. Ma l'intelligenza non è disgiungibile dalla coscienza e questa dal pensiero umano, che non migra dal supporto biologico del cervello di ciascuno di noi a un chip elettronico. Oggi, e questo va rilevato positivamente, l'etica inizia a lambire i territori sconosciuti dell'Intelligenza artificiale. Perché l'uomo moderno non può ignorare il problema dell'impatto dei sistemi intelligenti sul tessuto sociale, economico, culturale, e aggiungerei neurologico, dunque pienamente umano".

A giudizio del Presidente, "una nuova etica dell'intelligenza artificiale non può che rispondere ad un fondamentale principio: la macchina è uno strumento dell'uomo e sarà l'intelligenza umana sempre e comunque a dover governare e scegliere il proprio destino".