Mattarella difende la Nato ma indica la strada di un coordinamento con la Ue

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AGI - La Nato è indispensabile, sa evolversi rispetto al mutare degli scenari e sarà rafforzata se la Ue si doterà di una politica di difesa comune. Sergio Mattarella giunge alla base Nato di Lago Patria all'indomani della nascita di una alleanza tecnologico-militare tra Usa, Gran Bretagna e Australia che conferma lo spostamento del baricentro degli interessi americani nell'area indo-pacifica. Una prospettiva che non cambia l'importanza che l'Alleanza atlantica riveste agli occhi del Capo dello Stato, per il quale essa è “pietra angolare” della politica di sicurezza italiana.

La Nato ha "capacità di evolversi e di rivolgere uno sguardo nuovo alle sfide del contesto internazionale. E' sempre piu' evidente l'importanza dei principi su cui e' nata e si e' sviluppata: valori come liberta', coesione sociale, sicurezza comune, rispetto reciproco tra i popoli”. Dunque anche se dovrà rafforzare il suo impegno sul lato sud dell'Europa, l'Alleanza vanta una storia di “risultati evidenti e straordinari, primo tra tutti la pace di 70 di un intero continente dopo la Seconda guerra mondiale".

Ed è proprio l'Europa, di nuovo, uno dei nodi del discorso di Mattarella. Poche ore fa la decisione di Usa, Gb e Australia di stringere un nuovo patto, tra una settimana il vertice Quad (Dialogo di sicurezza quadrilaterale che vede Washington consultarsi con India, Australia e Giappone ) alla Casa Bianca. L'intento di contenimento delle mire cinesi è lapalissiano, ma l'Europa per gli osservatori rischia di essere tagliata fuori, come ha dimostrato ieri la stizzita reazione francese ad Aukus, e la Nato dovrà ripensare al suo ruolo. 

Per il Capo dello Stato la strada del rafforzamento diplomatico-militare europeo è segnata: "l'Alleanza è la pietra angolare di politica di sicurezza dell'Italia, in coordinamento con una Ue che intende contribuire in modo efficace alla stabilità e all'affermazione dei principi di diritto". Nessun dualismo, nessuna contrapposizione però, anzi il Presidente si dice “convinto che il rafforzamento dell'Unione Europea in questo campo - basato sulla complementarietà con la Nato e la condivisione delle risorse militari - fornirà un contributo prezioso e qualificato al processo di rafforzamento dell'Alleanza, alla solidità dell'indispensabile rapporto transatlantico”.

Mattarella sottolinea poi un protagonismo italiano, riconosciuto peraltro sia dal vicesegretario Nato Mircea Geoana che dal comandante del Comando Interforze Alleato di Napoli, Robert Burke, che lo hanno accompagnato alla cerimonia insieme al ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “L'impegno dell'Italia – fa notare il capo dello Stato - si esprime anche in molteplici missioni che la vedono forte contributore, con circa 1340 militari impegnati in nove operazioni, con attiva partecipazione anche ad attività sul fianco nord e est dell'Alleanza, come dimostrano la sorveglianza aerea nei paesi Baltici e la presenza in Lettonia”. E' dunque naturale, oltre che strategicamente fondato, chiedere “una attenta e bilanciata definizione degli impegni relativi al fianco sud”.

L'instabilità che ormai data anni di molti paesi che affacciano sul Mediterraneo, la pressione delle rotte dei migranti dall'Africa e dall'Asia, il rischio di un rigurgito del terrorismo fondamentalista: tutto spinge a riequilibrare gli interessi di difesa che negli ultimi tre decenni si erano rivolti al nord-est europeo. Ora è giunto il momento di riaccendere i fari anche sul sud del continente.

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