Mattarella: governo stabile in tempi brevi o si torna al voto

Mattarella: governo stabile in tempi brevi o si torna al voto

Roma, 23 ago. (askanews) – Il Paese è di fronte ad una “rottura polemica” tra i due partiti della maggioranza. Di fronte a questo la soluzione è soltanto un governo che “ottenga la fiducia del Parlamento”. Ci sono inizative, interlocuzioni fra alcuni partiti politici “per una intesa in Parlamento per un nuovo governo”.

Altri partiti hanno chiesto “ulteriori verifiche” e per questo – di fronte ad “un dovere ineludibile” – “svolgerò nuove consultazioni” martedì prossimo per poi “trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie”. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha parlato alla stampa (e al Paese) al termine del primo giro di consultazioni, avviate dopo le dimissioni del governo guidato da Giuseppe Conte. E ha quasi strigliato, sollecitato con forza ancora una volta come se non fosse stato bene compreso in passato, le forze politiche a fare presto.

Sono stati due giorni di colloqui intensi, anche molto rapidi (come preannunciato) ma che non hanno portato il presidente ad una conclusione. I partiti hanno evidentemente ancora bisogno di tempo per capire come comportarsi e come e se allearsi. Pd e M5S continuano a lanciarsi segnali ma poi rilanciano chi con cinque punti di programma da seguire chi con dieci. C’è poi la Lega che, pur ribadendo la sua intransigenza sui motivi che l’hanno portata allo strappo, continua a lanciare messaggi ai grillini, quasi a dire: rimettiamoci insieme. Con picche di risposta che sembrano arrivare dai pentastellati. E poi ci sono FdI – subito al voto – e FI – subito al voto se non si fa un governo con maggioranza centrodestra.

Di fronte a tutto questo il capo dello Stato non ha potuto che dare ancora qualche giorno ai partiti, prendendo atto – viene sottolineato nelle sue dichiarazioni a fine giornata – della “dichiarata rottura polemica del rapporto tra i due partiti che componevano la maggioranza parlamentare”. Detto ciò, al fine di evitare alibi da parte delle forze politiche (memore anche dei tre mesi che sono stati necessari per dare vita, dopo le elezioni del marzo 2018, al governo gialloverde) ha sostenuto con forza che “la crisi va risolta all’insegna di decisioni chiare e in tempi brevi”. Questo, ha detto, “lo richiede l’esigenza di governo di una grande Paese come il nostro. Lo richiede il ruolo che l’Italia deve avere nell’importante momento di avvio della vita delle istituzioni dell’Unione neuropea per il prossimo quinquennio. Lo richiedono le incertezze, politiche e ecomomiche, a livello internazionale”.

Mattarella, rivolgendosi ancora una volta alle forze politiche dopo aver evidentemente fatta questa sollecitazione anche durante le consultazioni, ha rammentato che “non è inutile ricordare che, a fronte di queste esigenze, sono possibili soltanto governi che ottengano la fiducia del Parlamento, in base a valutazioni e accordi politici dei gruppi parlamentari su un programma per governare il Paese”.

In mancanza di queste condizioni, è stato il monito di Mattarella, “la strada da percorrere è quella di nuove elezioni.

Si tratta – ha spiegato – di una decisione da non assumere alla leggera dopo poco più di un anno di vita della legislatura mentre la Costituzione prevede che gli elettori vengano chiamati al voto per eleggere il Parlamento ogni cinque anni. Il ricorso agli elettori tuttavia è necessario qualora il Parlamento non sia in condizione di esprimere una maggioranza di governo”.

Mel corso delle consultazioni, ha rilevato il presidente vella Repubblica, “mi è stato comunicato da parte di alcuni partiti politici che sono state avviate iniziative per un’intesa, in Parlamento, per un nuovo governo; e mi è stata avanzata la richiesta di avere il tempo di sviluppare questo confronto. Anche da parte di altre forze politiche – ha continuato – del resto è stata rappresentata la possibilità di ulteriori verifiche”.

Mattarella non ha mostrato dubbi, “il presidente della Repubblica ha il dovere – ineludibile – di non precludere l’espressione di volontà maggioritaria del Parlamento, così come è avvenuto – del resto – anche un anno addietro, per la nascita del governo che si è appena dimesso. Al contempo – ha proseguito – ho il dovere – per quanto ricordato – di richiedere, nell’interesse del Paese decisioni sollecite. Svolgerò quindi – ha concluso – nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie”.