Mattarella: il fine della società è bene comune, in essa vi è unità

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Roma, 26 set. (askanews) - "Il fine della società è il bene comune; la società contiene, esprime un principio di unità, cioè un principio che deve far sentire la società come una comunità di vita, come mi sembra sempre giusto ripetere". Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Recanati per le Celebrazioni in occasione del bicentenario della stesura de "L'Infinito" di Giacomo Leopardi cita a braccio un passo dello Zibaldone "in cui Leopardi scrive che il fine della società è il bene comune e aggiunge che la società contiene un principio di unità. Queste parole così belle sono accompagnate da considerazioni di forte scetticismo sulla capacità di qualunque ordinamento di assicurare la felicità dei cittadini. Però quei due concetti sono importanti perché sono attualissimi".

L'intervento del Presidente della Repubblica non era previsto, ma Mattarella ha voluto comunque prendere la parola, in particolare per raccontare un episodio personale: "Ero agli inizi del mio impegno nella vita delle istituzioni quando ho riletto alcune cose scritte da Leopardi nello Zibaldone", tra cui appunto il passo citato a memoria tra le miagliaia di pagine della raccolta di "riflessioni, appunti, pensieri" del poeta.

"Anche per questo - ha a sottolineato il Capo dello Stato - la riconoscenza a Leopardi è molto grande. Non si limita alla suggestione e al coinvolgimento che ciascuno di noi avverte quando è catturato dalla lettura o dalla rilettura di una sua poesia, ma si riferisce anche a questi pensieri e a queste riflessioni. Quindi il motivo per cui sono qui - ringrazio i presenti e tutti i protagonisti di questo incontro e di questa mattinata - è la riconoscenza del nostro Paese a Giacomo Leopardi".