Mattarella: il multilateralismo attenua l'egoismo dei più forti

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Roma, 21 lug. (askanews) - Il mondo "sembra tentato dall'abbandono delle formule di collaborazione internazionale, di tutte le forme di multilateralismo che non evitano completamente ma, quanto meno, attenuano l'egoismo dei più forti a danno dei più deboli". Lo rileva il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio per i 170 anni della Civiltà cattolica, nel quale ringrazia il quindicinale dei gesuiti diretto da padre Antonio Spadaro, per il contributo per "riflettere insieme, con le varie civiltà e culture, sulla sorte del mondo". "La Civiltà Cattolica è, da sempre, un punto di riferimento. Vi ringrazio per il contributo che la Rivista, sempre più internazionale, dà al nostro Paese sul piano del tessuto culturale e su quello della sollecitazione costante - non soltanto con richiamo ai valori - a riflettere e ad affrontare, in maniera adeguatamente approfondita, tutti i problemi che si presentano", scrive Mattarella nel messaggio pubblicato dalla rivista, pochi giorni dopo che il Capo dello Stato ha ricevuto al Quirinale il collegio degli scrittori della Civiltà cattolica. "Di questa capacità, di questa attitudine ad approfondire i problemi e a riflettere adeguatamente", prosegue Mattarella, "c'è un enorme bisogno, nel nostro Paese come altrove. Occorrono davvero occhi nuovi per affrontare la situazione che abbiamo davanti". "La pandemia sta dimostrando a tutti che, nel mondo, siamo legati da una sorte comune, e che abbiamo dei pericoli comuni. Questa considerazione dovrebbe attribuire un sapore di futilità ai motivi di contrasto che invece affannano il mondo, e che risultano tuttora difficili da superare e abbandonare". "Occorre sviluppare in profondità il discernimento per comprendere in che modo trasferire nei comportamenti concreti e quotidiani questa percezione che si riscontra - piuttosto indefinita - di una condizione e di un destino comuni, in un mondo che, invece, sembra tentato dall'abbandono delle formule di collaborazione internazionale, di tutte le forme di multilateralismo che non evitano completamente ma, quanto meno, attenuano l'egoismo dei più forti a danno dei più deboli". "C'è una profonda differenza tra globalizzazione e universalità. La globalizzazione indica una condizione in cui il confronto nel mondo avviene sul terreno dei rapporti di forza: politica, economica, militare, eccetera. L'universalità va invece nel senso della comunanza di destino e di condizioni". "Però, per realizzarla e viverla, occorre riuscire a far riflettere, a far comprendere, ad avere capacità di discernimento. E, a questo riguardo, quello che fa La Civiltà Cattolica, proponendo su tanti piani - e ormai su tanti fronti culturali e internazionali - strumenti per riflettere e approfondire, è particolarmente prezioso". "Vi ringrazio, quindi, per il contributo che fornite al nostro Paese". "E il fatto che si moltiplichino anche le edizioni in altre lingue della Rivista costituisce un segnale importante, conclude il Presidente della Repubblica, "perché offre sempre più l'idea che non si tratta soltanto di trasmettere idee ma anche di riflettere insieme, con le varie civiltà e culture, sulla sorte del mondo".