Mattarella: "Serve clima collaborativo"

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"È superfluo ribadire che il Quirinale non compie scelte politiche. Queste competono alle formazioni politiche presenti in Parlamento, necessariamente all’insegna della chiarezza, nel rispetto della Costituzione. Il presidente della Repubblica è chiamato dalla Costituzione - come è noto, come arbitro - al dovere di garantire funzionalità alla vita istituzionale nell’interesse del nostro Paese. L’arbitro non può non richiamare al rispetto del senso delle istituzioni e ai conseguenti obblighi, limiti e doveri". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all'incontro con i componenti dell’Associazione Stampa Parlamentare, per la tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale.  "Due mesi fa - ha ricordato - si è conclusa una lunghissima campagna elettorale: regionali, comunali, europee. Questa ha prodotto divergenze, contrapposizioni, forti tensioni, tra le forze politiche e anche all’interno dei confini della maggioranza. Altre campagne regionali si prospettano. Va costantemente tenuto presente che le istituzioni di governo della nostra Repubblica hanno bisogno di un clima che, lungi dalla conflittualità, sia di fattiva collaborazione per poter assumere decisioni sollecite e tempestive. Al fine di assicurare il buon andamento della vita nazionale, in tutte le sue dimensioni: da quella sociale a quella economica".  EUROPA - Poi l'Europa. "Di fronte alle grandi questioni e numerose sfide, tutte di carattere globale, in un mondo sempre più condizionato da grandi soggetti, i singoli Paesi dell’Unione si dividono tra quelli che sono piccoli e quelli che non hanno ancora compreso di esser piccoli anche loro" ha affermato il capo dello Stato. Alle elezioni europee del 26 maggio, ha ricordato Mattarella, "si è registrata una grande partecipazione che ha superato il 50%. La più alta di questo secolo, con duecento milioni di elettori europei che hanno votato insieme per lo stesso Parlamento. Si apre, con quel voto, una nuova fase per l’Europa". "Con una diffusa richiesta di cambiamento. Tra queste quella di una visione e un atteggiamento di maggiore solidarietà, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni che si sentono, e sono, sempre di più, popolo europeo. Appare sempre più evidente l’importanza capitale del non isolarsi. Non c’è futuro al di fuori dell’Unione Europea", ha scandito il presidente della Repubblica. CONTI PUBBLICI - Riguardo ai conti pubblici, "è stata una scelta saggia quella di mantenere con le istituzioni di Bruxelles un rapporto costruttivo, di confronto dialogante - ha sottolineato - La solidità dell’economia italiana, i provvedimenti assunti dal governo e gli intendimenti manifestati a seguito dell’intesa con la Commissione Europea, con l’impegno a tenere i conti in ordine, hanno incontrato la fiducia dei mercati finanziari, con lo spread sceso notevolmente e la borsa in buona salute". "Condizione questa - ha aggiunto Mattarella, riferendosi ai benefici derivati dalla 'tregua' con la Ue sull'equilibrio di bilancio - che riduce per l’Italia il costo degli interessi sui nostri titoli pubblici e incoraggia gli investitori italiani e d’oltre confine. Si è, così, evitato uno scenario che avrebbe pesantemente ipotecato il futuro del nostro Paese". Il capo dello Stato ha evidenziato che "occorre mantenersi dentro questo processo e percorso virtuoso e rassicurante per i risparmiatori, gli imprenditori, gli investitori. In questo modo si possono, con efficacia, perseguire crescita e sviluppo dell’occupazione in un’economia che è in buona salute ma che chiede di essere sorretta, per una crescita più consistente, da una gestione attenta dei conti pubblici".  CASO CSM - Ancora, la magistratura. Il "prestigio e l'autorevolezza sono stati lesi da quanto emerso, di recente, sul Csm. La pienezza e l’integrità di quella autorevolezza e di quel prestigio sono essenziali per la Repubblica perché accompagnano l’indipendenza e la totale autonomia della magistratura" ha detto il presidente della Repubblica. La magistratura, ha proseguito Mattarella, "ha manifestato, e manifesta, di essere pienamente in grado di assicurare rigore, linearità e piena imparzialità delle decisioni. Anche su questa base va riaffermato con decisione che l’indipendenza della Magistratura rappresenta un principio basilare della nostra Costituzione e che questo comporta l’esigenza di rispetto delle sue decisioni".  GIORNALISMO - Mattarella si è poi rivolto ai giornalisti, i quali "in ragione della professionalità e deontologia che caratterizza la loro funzione, devono agire con indipendenza e con rigore per alimentare credibilità e fiducia, nell’assolvimento della missione di servire i governati e non i governanti, sempre anteponendo la verifica delle notizie all’anelito dello scoop". Quanto agli editori "che hanno l’impegnativo compito di far quadrare i conti e sanno di scommettere su un settore vitale per la democrazia hanno titolo a ricevere concreta attenzione da parte delle istituzioni".

"È superfluo ribadire che il Quirinale non compie scelte politiche. Queste competono alle formazioni politiche presenti in Parlamento, necessariamente all’insegna della chiarezza, nel rispetto della Costituzione. Il presidente della Repubblica è chiamato dalla Costituzione - come è noto, come arbitro - al dovere di garantire funzionalità alla vita istituzionale nell’interesse del nostro Paese. L’arbitro non può non richiamare al rispetto del senso delle istituzioni e ai conseguenti obblighi, limiti e doveri". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all'incontro con i componenti dell’Associazione Stampa Parlamentare, per la tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale.  

"Due mesi fa - ha ricordato - si è conclusa una lunghissima campagna elettorale: regionali, comunali, europee. Questa ha prodotto divergenze, contrapposizioni, forti tensioni, tra le forze politiche e anche all’interno dei confini della maggioranza. Altre campagne regionali si prospettano. Va costantemente tenuto presente che le istituzioni di governo della nostra Repubblica hanno bisogno di un clima che, lungi dalla conflittualità, sia di fattiva collaborazione per poter assumere decisioni sollecite e tempestive. Al fine di assicurare il buon andamento della vita nazionale, in tutte le sue dimensioni: da quella sociale a quella economica".  

EUROPA - Poi l'Europa. "Di fronte alle grandi questioni e numerose sfide, tutte di carattere globale, in un mondo sempre più condizionato da grandi soggetti, i singoli Paesi dell’Unione si dividono tra quelli che sono piccoli e quelli che non hanno ancora compreso di esser piccoli anche loro" ha affermato il capo dello Stato. Alle elezioni europee del 26 maggio, ha ricordato Mattarella, "si è registrata una grande partecipazione che ha superato il 50%. La più alta di questo secolo, con duecento milioni di elettori europei che hanno votato insieme per lo stesso Parlamento. Si apre, con quel voto, una nuova fase per l’Europa". "Con una diffusa richiesta di cambiamento. Tra queste quella di una visione e un atteggiamento di maggiore solidarietà, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni che si sentono, e sono, sempre di più, popolo europeo. Appare sempre più evidente l’importanza capitale del non isolarsi. Non c’è futuro al di fuori dell’Unione Europea", ha scandito il presidente della Repubblica. 

CONTI PUBBLICI - Riguardo ai conti pubblici, "è stata una scelta saggia quella di mantenere con le istituzioni di Bruxelles un rapporto costruttivo, di confronto dialogante - ha sottolineato - La solidità dell’economia italiana, i provvedimenti assunti dal governo e gli intendimenti manifestati a seguito dell’intesa con la Commissione Europea, con l’impegno a tenere i conti in ordine, hanno incontrato la fiducia dei mercati finanziari, con lo spread sceso notevolmente e la borsa in buona salute". "Condizione questa - ha aggiunto Mattarella, riferendosi ai benefici derivati dalla 'tregua' con la Ue sull'equilibrio di bilancio - che riduce per l’Italia il costo degli interessi sui nostri titoli pubblici e incoraggia gli investitori italiani e d’oltre confine. Si è, così, evitato uno scenario che avrebbe pesantemente ipotecato il futuro del nostro Paese". Il capo dello Stato ha evidenziato che "occorre mantenersi dentro questo processo e percorso virtuoso e rassicurante per i risparmiatori, gli imprenditori, gli investitori. In questo modo si possono, con efficacia, perseguire crescita e sviluppo dell’occupazione in un’economia che è in buona salute ma che chiede di essere sorretta, per una crescita più consistente, da una gestione attenta dei conti pubblici".  

CASO CSM - Ancora, la magistratura. Il "prestigio e l'autorevolezza sono stati lesi da quanto emerso, di recente, sul Csm. La pienezza e l’integrità di quella autorevolezza e di quel prestigio sono essenziali per la Repubblica perché accompagnano l’indipendenza e la totale autonomia della magistratura" ha detto il presidente della Repubblica. La magistratura, ha proseguito Mattarella, "ha manifestato, e manifesta, di essere pienamente in grado di assicurare rigore, linearità e piena imparzialità delle decisioni. Anche su questa base va riaffermato con decisione che l’indipendenza della Magistratura rappresenta un principio basilare della nostra Costituzione e che questo comporta l’esigenza di rispetto delle sue decisioni".  

GIORNALISMO - Mattarella si è poi rivolto ai giornalisti, i quali "in ragione della professionalità e deontologia che caratterizza la loro funzione, devono agire con indipendenza e con rigore per alimentare credibilità e fiducia, nell’assolvimento della missione di servire i governati e non i governanti, sempre anteponendo la verifica delle notizie all’anelito dello scoop". Quanto agli editori "che hanno l’impegnativo compito di far quadrare i conti e sanno di scommettere su un settore vitale per la democrazia hanno titolo a ricevere concreta attenzione da parte delle istituzioni".