Mattarella: Italia e Balcani esempio di condivisione

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Gorizia, 21 ott. (askanews) - "È la storia delle aree di confine in Europa a parlarci di drammi e tribolazioni indicibili che hanno spesso caratterizzato il Novecento e al cui superamento ha saputo contribuire, nel secondo dopoguerra, il coraggio di costruire gradualmente una nuova unità spirituale del continente europeo. I Balcani e l'Italia sono l'esempio di come sia possibile guardare insieme a un orizzonte condiviso, nella comune appartenenza alla famiglia europea". Lo ha detto il presidente della Repubblica parlando a Gorizia-Nova Gorica alla presenza del presidente sloveno Borut Pahor.

"Poco più di un anno fa il centesimo anniversario del rogo del Narodni Dom ci ha offerto l'occasione, malgrado il perdurare della pandemia - ha continuato Mattarella - di vederci a Trieste. Lì abbiamo parlato di cultura e di come evitare che le tragedie del passato possano essere colpevolmente utilizzate; per superarle, invece, congiuntamente, nel segno del rispetto e della comprensione. Per andare oltre le conseguenze di una guerra lacerante che dietro di sé lasciava un paesaggio caratterizzato solo da violenza e dall'angoscia della lotta per la sopravvivenza".

Di cultura, ha proseguito, "torniamo a parlare oggi, per rendere omaggio a queste due belle e dinamiche città di Nova Gorica e Gorizia. Candidandosi congiuntamente a ospitare gli eventi della rassegna Capitale Europea della Cultura 2025, le due Amministrazioni comunali hanno saputo dimostrare come sia possibile interpretare al meglio le ragioni profonde che sono alla base del percorso di integrazione europea".

Il confine, ha aggiunto, "torna ad essere un elemento di scelta di unione laddove un tempo "tagliava" il tessuto di una realtà urbana unitaria, ancorché appartenente a due Paesi diversi. Un confine che da frontiera di divisione si trasforma in elemento di raccordo e di collaborazione, punto di incontro e di aggregazione capace di generare nuove idee, di essere moltiplicatore di iniziative, di far crescere insieme. Nel percorso che le condurrà al 2025, Gorizia e Nova Gorica saranno la vetrina dell'autentico spirito europeo, realizzando programmi e iniziative che potranno, tutte, giovarsi del pluralismo culturale che rappresenta una delle caratteristiche più attraenti di queste terre".

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