Mattarella: "Mai più morti assurde sul lavoro"

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AGI - Mai più assurde morti sul lavoro. Sergio Mattarella visita a Udine la scuola frequentata da Lorenzo Parelli, il diciottenne morto a gennaio durante il suo ultimo giorno di  tirocinio, e ricorda la “ferita profonda” di un incidente che “non può accadere, non deve accadere”.

Anticipando i temi della Festa del lavoro che si terrà domenica al Quirinale, il Capo dello Stato ammonisce: “La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto, una necessità, assicurarla un dovere inderogabile”. Mentre anche oggi si registrano nuovi incidenti morali in luoghi di lavoro, il Presidente incontra i genitori e la sorella di Lorenzo. Il lavoro è “un diritto costituzionale”, ricorda, e “il suo valore non può essere associato al rischio, alla dimensione della morte. La sicurezza sul lavoro si trova alle fondamenta della sicurezza sociale, cioè del valore fondante di una società contemporanea”.

Parlando a una platea di ragazzi iscritti a corsi tecnici e professionali, Mattarella nota che “quando si parla di diritto al lavoro, di diritti del lavoro, di diritti sui posti di lavoro spesso non sono i giovani al centro delle preoccupazioni”. Ma “è un atteggiamento sbagliato”. In Italia “c'è un ritardo nell'ingresso delle nuove generazioni nel mondo del lavoro, “un ritardo che ci mette in coda alle statistiche europee” e che “non è condizione normale”.

“Sono quindi apprezzabili i percorsi che accompagnano i giovani ad entrare nel mondo del lavoro” fa notare il Presidente, dopo che nei mesi scorsi i diversi progetti di avviamento al lavoro e lo scuola-lavoro sono stati criticati. Ovviamente il mondo del lavoro deve rispettare i giovani, dandogli “quel che loro spetta, che consenta loro di esprimere le proprie capacità, affinché possano costruire il domani”. Non è solo una necessità individuale ma dell'intero Paese e deve essere affrontata “con impegno e determinazione”.

Anche le risorse del Pnrr “sono un'occasione da cogliere anche per modificare questi squilibri generazionali”, i giovani in età scolare sono stati colpiti ed è ovvio che “non tornerà certo il mondo di prima della pandemia”: “O faremo un deciso passo avanti, e siamo in grado di farlo, o rischiamo di tornare indietro”.

I giovani “chiedono scelte lungimiranti, cui è necessario corrispondere” ricorda Mattarella e “anche a loro viene chiesto impegno” perché “il futuro si realizza meglio se i giovani ne diventano sin d'ora protagonisti. Come è accaduto in tanti passaggi importanti della nostra storia”.

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