Mattarella: multilateralismo sola alternativa a tutti contro tutti

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Milano, 3 ott. (askanews) - Il multilateralismo è "l'unica alternativa a un mondo 'a somma zero'", in cui "si vince solo se perde qualcun altro", e "l'ambizione di assoggettare al diritto la politica internazionale" è "baluardo contro il 'bellum omnium contra omnes'", la guerra di tutti contro tutti. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso così la necessità di preservare l'assetto multilaterale nelle relazioni internazionali. I cui "lusinghieri esiti" dell'applicazione nel corso dei decenni, "tuttavia non hanno evitato che questa scelta sia stata oggetto, dalla fine del secondo millennio, di una messa in discussione, di un progressivo appannamento". La risposta, per Mattarella, passa innanzitutto dall'Unione europea che "ha tutte le potenzialità per infondere linfa vitale al multilateralismo": la "voce dell'Europa a favore dei diritti della persona e delle minoranze, il suo impegno per la pace e la democrazia, possono fare la differenza in un mondo percorso da tentazioni di ritorno a un passato conflittuale e di costruzione di nuovi muri".

Mattarella ha osservato come "mentre aumentano le esigenze di governance globale, vengono messi in discussione i mezzi che permettono di soddisfarle. Le istituzioni multilaterali riflettono inevitabilmente, d'altra parte, gli equilibri reali del momento e il prevalere, nei singoli Stati, di orientamenti e di interessi dominanti, talvolta per via elettorale. Si ripropone, quindi, il quesito: in discussione è la soluzione multilaterale o, piuttosto, le insufficienze delle istituzioni che incarnano l'ordinamento internazionale?".

Ha precisato il Capo dello Stato: "Non si tratta di cantare le lodi del multilateralismo", la cui storia ha comunque conosciuto anche "fallimenti", "quanto piuttosto di riflettere sugli strumenti e le metodologie con le quali la comunità internazionale intenda affrontare il futuro dell'umanità. Del resto con quale 'attrezzo' organizzare diversamente le relazioni internazionali, rispettando criteri di non interferenza, non imposizione, rifiuto dell'uso della forza, coo-perazione sulla base dell'eguaglianza?". Di sicuro "sostituire alle politiche di cooperazione quelle di competizione certamente non aiuterebbe". (segue)