Mattarella ricorda attivista curda Khalaf e migranti annegati

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Bergamo, 24 ott. (askanews) - "La vocazione originaria della scienza, quale strumento di affrancamento dalle schiavitù e dai bisogni dell'essere umano, deve essere affermata con forza. Perché, diversamente, il senso del nostro progredire rischia di perdersi negli sguardi dei bambini vittime inconsapevoli di conflitti, violenze, sfruttamento; di fronte ai corpi stretti in un ultimo abbraccio di madre e figlio sepolti nel Mediterraneo; di fronte alla morte dell'attivista curda Hevrin Khalaf; di fronte ai malati ai quali è negato l'accesso alle cure in molte parti del nostro mondo, sempre più raccolto, sempre più concretamente comune". Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'incontro con le associazioni "Molte fedi sotto lo stesso cielo" e "Bergamo Scienza".