Mattarella ricorda "il terrorismo delle SS e delle Brigate Nere" a Fivizzano

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“La disumanità, il terrorismo senza scrupoli praticato dalle SS e dai brigatisti neri repubblichini, ha crudelmente segnato la vita di questa parte d’Italia, della sua gente”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la commemorazione per il 75esimo anniversario dell’eccidio nazista di Fivizzano dell’agosto 1944, che fece 173 vittime tra i civili e un disperso. “La guerra totale di annientamento, che il regime nazista riservava ai popoli sottomessi, non risparmiò la Lunigiana”, ha ricordato il capo dello Stato, citando il terrorismo delle SS e quello delle Brigate Nere, corpo paramilitare fascista della Repubblica Sociale Italiana.

Alla cerimonia ha preso parte anche il presidente della Repubblica federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier. I due Capi di Stato, prima dei rispettivi interventi, hanno deposto una corona di fiori al monumento ai caduti e hanno scoperto una lapide che ricorda l’eccidio.

“Il significato della cerimonia di oggi, come di quelle alle quali parteciparono i nostri predecessori a Marzabotto e a Sant’Anna di Stazzema, rappresenta ricordo, appello al pentimento e alla riconciliazione”, ha detto Mattarella.

“Furono, insieme, italiani e tedeschi a scatenare la follia omicida contro una popolazione inerme, fatta di anziani, bambini e donne, alcune anche incinte. Di fronte a quei crimini siamo oggi qui, fianco a fianco, tedeschi e italiani, a chinare il capo verso le vittime, a invocare perdono. Accanto alle sovrastanti e assolute colpe personali di chi si macchiò di quei crimini si aggiungono quelle storiche, politiche; e i peccati di omissione. Questi tragici avvenimenti assegnano a noi tutti una grave responsabilità. La storia ci insegna che, di fronte alla barbarie, interi secoli di civiltà possono venire annientati in un istante”.

È per questo che è necessario “guardare con consapevolezza” agli orrori delle stragi nazifasciste. E inserire in questa prospettiva storica il...

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