Mattarella: “Scorta Segre segno che odio e intolleranza sono concreti”

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Scorta a Liliana Segre, Sergio Mattarella interviene all’inaugurazione dell’Anno accademico del BioCampus di Roma. Il Presidente della Repubblica si schiera accanto alla senatrice a vita, non risparmiando secchi giudizi e commenti.

Mattarella sulla scorta a Segre

Non risparmia le parole Sergio Mattarella, né lo sdegno e la delusione a seguito della decisione della Prefettura di Milano di assegnare una scorta a Liliana Segre quando afferma: “La scorta a Liliana Segre è il segno che l’odio e l’intolleranza sono pericoli concreti, non espedienti retorici”. Una decisione che sta facendo discutere tantissimo nelle ultime ore, con un crescendo di solidarietà nei confronti della senatrice a vita alla quale – incredibilmente – si affacciano anche i leoni da tastiera, contrari a questo intervento. Ma il Presidente della Repubblica si affianca nuovamente alla Segre, quasi anche lui a volerla difendere dalle minacce subite, condannando il clima e l’odio crescente nel nostro Paese. “Interrogativi che non sono astratti o retorici, ma molto concreti”.

La parola dal BioCampus

La condanna è avvenuta al termine della cerimonia d’inaugurazione dell’Anno accademico del BioCampus di Roma, per la quale il Presidente non ha risparmiato l’entusiasmo e definendo l’inizio di questo nuovo percorso una “straordinaria avventura scientifica e didattica”. Un intervento che invita a pensare al futuro e che mette al centro i bambini: “Desiderare una vita serena, la convivenza e la vicinanza con gli altri, contro l’arroccamento egoistico”. In un mondo dove non è possibile contrapporre la solidarietà all’intolleranza e l’odio, poiché non è “un’alternativa retorica”. Un intervento che ha preso spunto anche da coloro che hanno preceduto il Presidente, ma conclusosi con parole che solo un uomo come Mattarella poteva trovare: “Il mondo cambia con un ritmo sconvolgente, ma una cosa rimane costante, e cioè la condizione umana, la convivenza e il senso di responsabilità”.