Mattarella: "Sono vecchio, tra 8 mesi potrò riposarmi"

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L'attività" del Presidente della Repubblica "è impegnativa, ma tra 8 mesi il mio incarico termina, io sono vecchio, tra qualche mese potrò riposarmi". Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando i ragazzi dell'Istituto Comprensivo Fiume Giallo-Scuola Primaria Geronimo Stilton di Roma, in occasione della presentazione de 'Il mio diario', l'agenda scolastica della Polizia di Stato.

L'articolo 3 della Costituzione "indica il valore dell'eguaglianza, questo è il principale diritto, quello su cui si basa una quantità di altri diritti. Siamo tutti uguali. C'è una cosa che ce lo ha ricordato in questo ultimo anno ed è quella cosa triste che è la pandemia. Questa malattia così grave e così insidiosa ci ha ricordato che siamo tutti uguali, tutti persone umane", ha poi affermato il Presidente della Repubblica.

"Questo è il fondamento di tutti i diritti, l'uguaglianza tra i i cittadini. Siamo tutti uguali - ha ribadito il Capo dello Stato - e quindi dobbiamo rispettarci tutti nella stessa maniera e nella stessa misura". "L'eguaglianza - ha poi sottolineato Mattarella - è la base della libertà, perché non c'è vera libertà se non c'è eguaglianza, ma tutte e due acquistano una valore maggiore se c'è fraternità, se c'è solidarietà tra le persone che vivono insieme, in una scuola, in un comune, nel nostro grande Paese che è l'Italia, in tutto il mondo".

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, torna quindi a stoppare le voci che si rincorrono quotidianamente su una sua rielezione al Quirinale, qualora si creasse un'impasse insuperabile tra le forze politiche sulla scelta del suo successore. Già ieri, intervenendo all'Università di Brescia, aveva accennato incidentalmente agli "ultimi mesi della mia Presidenza". Oggi il Capo dello Stato, incontrando gli alunni di una scuola romana, è stato molto più esplicito: "L'attività" del Presidente della Repubblica "è impegnativa, ma tra 8 mesi il mio incarico termina, io sono vecchio, tra qualche mese potrò riposarmi", ha affermato.

Non è la prima volta che Mattarella lascia intendere di non voler rimanere al Colle alla scadenza del settennato, prevista il 3 febbraio del prossimo anno. "Quest'anno, anche perché è l'ultimo del mio mandato, non potevo e non volevo" fare a meno di questo incontro, affermò il 29 marzo scorso, ricevendo al Quirinale una rappresentanza dell'Aeronautica militare "Quello che inizia -sottolineò invece nel messaggio di fine 2020- sarà il mio ultimo anno come Presidente della Repubblica. Coinciderà con il primo anno da dedicare alla ripresa della vita economica e sociale del nostro Paese. La ripartenza sarà al centro di quest’ultimo tratto del mio mandato. Sarà un anno di lavoro intenso".

A verbale resta anche un riferimento indiretto al tema, vale a dire l'intervento del 2 febbraio scorso, nel pieno della crisi di governo e proprio all'inizio formale dell'ultimo anno di mandato, quando Mattarella, in occasione dei 130 anni dalla nascita, citò il messaggio inviato dal Presidente Antonio Segni alle Camere, soffermandosi sulle questioni della rieleggibilità e del semestre bianco.

"Fu anche l’occasione -affermò il Capo dello Stato riferendosi a quel testo- per esprimere la convinzione che fosse opportuno introdurre in Costituzione il principio della 'non immediata rieleggibilità' del Presidente della Repubblica. In quell’occasione Segni definiva 'il periodo di sette anni sufficiente a garantire una continuità nell’azione dello Stato'. Inoltre –aggiungeva- 'la proposta modificazione vale anche ad eliminare qualunque, sia pure ingiusto, sospetto che qualche atto del Capo dello Stato sia compiuto al fine di favorirne la rielezione'. Di qui l’affermazione che 'una volta disposta la non rieleggibilità del Presidente, si potrà anche abrogare la disposizione dell’articolo 88 comma 2 della Costituzione, che toglie al Presidente il potere di sciogliere il Parlamento negli ultimi mesi del suo mandato'".

Un richiamo che, come altri riferimenti all'attività dei suoi predecessori, manifestano l'intento dell'attuale Capo dello Stato di muoversi in una linea di continuità rispetto all'azione di chi prima di lui è stato chiamato a ricoprire la più alta magistratura repubblicana.

Del resto, la stessa rielezione di Giorgio Napolitano comportò un allungamento del precedente mandato di poco meno di due anni, sfiorando quindi i nove previsti per i giudici costituzionali, che rappresentano la durata più lunga indicata dalla Costituzione per gli incarichi di garanzia. Ma, stando alle dichiarazioni di oggi, Mattarella non sembra disponibile neanche ad un prolungamento della permanenza al Colle che lo porti a sfiorare o toccare quel limite. (di Sergio Amici)