Mattarella: Stato e regioni diano uguali diritti, no passi... -2-

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Roma, 7 giu. (askanews) - "Cinquant'anni or sono - ha ricordato Mattarella - i cittadini delle Regioni a statuto ordinario vennero chiamati per la prima volta alle urne per eleggere i loro rappresentanti nei Consigli regionali. Si completava cos il disegno dei Costituenti e la democrazia nel nostro Paese compiva un ulteriore, significativo passo in avanti, ampliando le sue basi e rafforzando il carattere pluralista delle sue istituzioni".

La Repubblica, ha sottolineato, "nasce nel rifiuto del carattere autoritario e centralista dello Stato, inasprito dal regime fascista, contro la tradizione dei liberi Comuni e delle identit dei territori, ricchezza della civilt dell'Italia. Il principio di autonomia, delle Regioni e degli enti locali, alle fondamenta della costruzione democratica, perch appartiene al campo indivisibile delle libert e costituisce un regolatore dell'equilibrio costituzionale".

L'esperienza delle Regioni, ha continuato Mattarella, "ha attraversato diverse stagioni, stata oggetto di confronti molto intensi, e di riforme che hanno modificato non solo il profilo legislativo e amministrativo degli enti, ma anche il funzionamento complessivo dei poteri democratici della Repubblica. Dopo mezzo secolo di esperienza la riflessione ancora aperta, e la stessa lotta alla pandemia ci ha posto di fronte a nuovi interrogativi su come rendere migliore il servizio ai cittadini ed evitare che conflitti e sovrapposizioni tra istituzioni possano creare inefficienze paralizzanti o aprire pericolose".