Mattarella a Trump: "Trovare punto d'incontro sui dazi"

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(di Cristiano Fantauzzi) - Un'accoglienza all'insegna dell'amicizia, del rispetto e del legame storico che unisce i due Paesi, ma alla Casa Bianca, per la visita ufficiale di Sergio Mattarella, Donald Trump non ha rinunciato a ribadire i punti cardine della sua politica estera, di difesa e commerciale, spesso non collimanti in toto con l'approccio del suo interlocutore.  

DAZI - Sui dazi, Trump ha ribadito che l'Unione Europea ha tratto vantaggi iniqui e lo ha fatto con toni poco incoraggianti rispetto alla professione di fede nel negoziato e nella ricerca della soluzione manifestata dal Presidente della Repubblica. "No a spirali ritorsive che danneggerebbero l'economia" ha avvertito Mattarella, mentre Trump è apparso cercare un 'risarcimento' per il fatto che "l'Europa si è approfittata della debolezza dei precedenti presidenti" degli Stati Uniti. Tuttavia, ha assicurato Trump, "valuteremo le rimostranze italiane" sulle tariffe che Washington vorrebbe imporre su una serie di prodotti europei, tra cui italiani. "Non vogliamo essere duri con l'Italia, non lo faremmo mai. Esamineremo" la questione "con attenzione", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti nella successiva conferenza stampa. Mattarella si è comunque detto fiducioso che "l'avvio della nuova legislatura europea consenta di ritrovare la collaborazione commerciale con gli Usa". "Bisogna puntare a soluzioni negoziali, perché la reciproca imposizione di dazi sarebbe controproducente", ha affermato il Presidente della Repubblica, ribadendo che è "indispensabile trovare soluzioni in grado di evitare una spirale di ritorsioni reciproche che danneggerebbe l'economia".  

NATO - Anche sul versante della difesa comune, Trump non ha esitato, già nello Studio Ovale (a tratti divenuto quasi lo sfondo di un comizio contro i democratici Usa) a richiamare i partner Nato a rispettare gli impegni nei budget di spesa (arrivare al 2%), sottolineando che l'Italia, come, fra gli altri, la Germania, ancora non li centra. Mattarella, a sua volta, ha replicato in sede di conferenza stampa congiunta. E ha ricordato non solo che l'Italia "è il secondo contributore Nato per quanto riguarda le missioni militari internazionali", ma che contribuisce attivamente alla sicurezza comune anche con i famosi F35, di cui sei esemplari pattugliano i cieli d'Islanda.  

TURCHIA - Il Capo dello Stato non ha voluto esprimere giudizi sulla scelta di Trump di disimpegnarsi dal confine turco-siriano, ma ha espresso tutta la contrarietà dell'Italia all'operazione militare unilaterale che la Turchia ha successivamente messo in atto: è vero che "la Turchia è un alleato della Nato, ma i latini dicevano 'Platone è mio amico, ma la verità lo è di più" ha ricordato il capo dello Stato, avvertendo che "l'operazione rischia di aprire spazi impensati ai terroristi dell'Is" e che "la soluzione non sono le sanzioni, che saranno inevitabili, ma il ritiro e lo stop dell'operazione". 

5 G - Anche sulla minaccia tecnologica cinese del 5G, Mattarella ha in qualche modo ribadito che l'Italia è ben consapevole dell'esigenza di difendere la sicurezza nazionale, e lo ha fatto con toni fermi e pacati, in plastico contrasto con la veemenza anti-cinese del capo dell'amministrazione Usa ("Se avesse vinto la mia antagonista -ha detto tra l'altro nello Studio Ovale, riferendosi a Hillary Clinton- oggi la Cina ci avrebbe soppiantato come leader mondiale"). Insomma, gli Usa non vogliono più "fare il poliziotto del mondo" ma forti di un'economia "mai forte come oggi" chiedono rispetto ad alleati militari e partner commerciali.  

Un 'comeback' a stelle e strisce, insomma, che non lascia presagire giorni facili per la diplomazia europea. Forse per questo il passato è apparso più rassicurante, nella comune, assoluta consonanza tra i Presidenti circa la figura di Cristoforo Colombo.  

Mattarella è giunto negli Usa proprio nel Columbus day, che Washington (intesa come municipalità) vorrebbe trasformare in una festività di natura meno 'eurocentrica', da riorientare sui diritti delle minoranze. Ma molti attivisti sognano l'abolizione della festa federale. Ebbene, Trump ha detto che "per me il Columbus day ci sarà sempre. A qualcuno non piace? Beh, a me sì...".  

Mattarella ha rivendicato al grande navigatore genovese il merito di aver scoperto nuovi continenti e di averli fatti conoscere tra loro, "e ha fatto un buon lavoro". Anche la stragrande maggioranza dei 60 milioni di americani di origine italiana deve averlo fatto, se Trump ha ribadito di "essere loro grati" per il contributo dato alla grandezza dell'America. 

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