Doppio appuntamento. Conte vedrà Renzi, poi porterà l'agenda in Parlamento

Matteo Renzi chiede un incontro a Giuseppe Conte, “la settimana prossima conto di poter mettere la parola fine a questo teatrino” assicura in una conferenza stampa al Senato. Poco dopo però risulta assente alla votazione sulla fiducia al Governo presentata sul decreto Intercettazioni, su cui però arriva il Sì di Italia Viva. Giuseppe Conte risponde da Bruxelles e accetta l’incontro: “Io sono sempre disponibile. Sicuramente ci vedremo la settimana prossima, la mia porta è sempre stata e sarà aperta” afferma il presidente del Consiglio, che però si pronuncia contro l’annunciata mozione di sfiducia di Italia Viva contro Alfonso Bonafede.

Conte ribadisce che “sarebbe assolutamente improprio che mi cercassi altre maggioranze”. All’esito del confronto con le attuali forze di maggioranza sull’agenda 2023, prosegue il premier, “farò delle comunicazioni al parlamento dove preannuncerò le misure per il rilancio del paese”. Tutto avverrà “in modo lineare e trasparente, non in televisione ma nelle sede istituzionali, in Parlamento”.

“Ieri il presidente del Consiglio, dopo il mio intervento in Senato, mi ha inviato un gentile messaggio. Ci siamo scritti in questi giorni e credo che la cosa più pulita sia vedersi la prossima settimana con Conte. Le telenovelas funzionano quando poi c’è un elemento di chiarezza. Serve una forma di trasparente chiarezza. Ho chiesto a Conte di vederlo la prossima settimana, se lo riterrà utile” ha detto Renzi nel corso della presentazione del piano choc per le infrastrutture, alla presenza di esponenti del gruppo Iv-Psi. ”È valido per dare una mano al Paese, sia che continuiamo a stare in maggioranza, sia che la maggioranza sia un’altra, come evocato da chi pensa alla sostituzione di Italia viva coi ‘responsabili’, cosa del tutto legittima. In ogni caso, noi daremo al Governo questo nostro lavoro, anche se saremo all’opposizione”.

 

 

“Noi non abbiamo il desiderio di rompere, ma cerchiamo di trovare dei compromessi, finché sarà possibile. Un chiarimento si imporrà - prosegue Renzi - Mi ero dato un arco di tempo fino a Pasqua. Forse sono stato troppo morbido, si pone il tema di una qualche forma di chiarimento”

Mentre parla, dal Senato Pietro Grasso afferma che votare la fiducia al Governo sul decreto Intercettazioni equivale a confermare la fiducia anche la ministro della Giustizia, il 5 stelle Alfonso Bonafede finito nel mirino dei renziani. “Il decreto intercettazioni non è di fiducia a un singolo ministro. Grasso non è ancora fra le fonti normative. Le sue valutazioni su cosa sia la mozione di sfiducia si trova nel regolamento del Senato e non nella mente ampia di Grasso”, ha replicato Renzi. Poi la fiducia passa, con 156 Sì, ma manca il suo voto. “Se Grasso ha interesse a vedere una mozione di sfiducia a un ministro non ha che da attendere” ha aggiunto il leader di Italia Viva, ribadendo la volontà di sfiduciare il Guardasigilli se non sarà corretta la riforma della prescrizione.

“L’elezione del Sindaco d’Italia e la trasformazione del Reddito di cittadinanza in aiuto fiscale per le imprese e i lavoratori sono, insieme allo sblocca Cantieri, le nostre priorità”, ha proseguito.  “Ci sono due esempi di buon funzionamento, la ricostruzione del Ponte di Genova e l’Expo di Milano. Dunque la nostra proposta è mettete i commissari nei cantieri più importanti di questo Paese”. Lo ha detto Matteo Renzi in conferenza stampa al Senato sul piano Italia choc per le infrastrutture. “Mettete cento commissari in questo Paese e l’Italia svolta. Per rimettere in moto l’Italia la struttura commissariale è l’unica soluzione percorribile”.

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