Matteo Renzi, il ritorno del kamikaze

Ugo Magri
·Giornalista
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Matteo Renzi (Photo: ANSA)
Matteo Renzi (Photo: ANSA)

Non bastasse Berlusconi, adesso anche Renzi è diventato buono. O meglio: lui è sempre lo stesso di prima, con qualche chilo in meno e qualche capello bianco in più. Potesse riavvolgere il nastro, rifarebbe tutto daccapo dal principio alla fine, senza la minima resipiscenza. Ma nonostante ciò, sta godendo di un trattamento che per molti versi fa il paio con quello del Cavaliere, un tempo considerato al pari di Totò Riina, ma ora improvvisamente riabilitato nei commenti, nelle interviste allusive, nelle dichiarazioni zuccherose, addirittura coccolato e che Dio ce lo conservi a lungo. Come mai questa beatificazione di Silvio, a capirlo ci arriva chiunque: un vasto fronte politico e istituzionale sta cercando di sganciarlo da Salvini, per cui l’uomo deve sentirsi protetto a sinistra e illuso di poter ambire, tra un anno e mezzo, nientemeno che al Colle più alto. Pure Matteo va messo a suo agio, anche lui vezzeggiato e fatto sentire importante; ma nel suo caso la lusinga ha un altro obiettivo.

Se Berlusconi serve a rafforzare la maggioranza, Renzi fa comodo per rottamare il governo. Il tentativo è di farne un Pietro Micca o, visto che ricorre il cinquantenario del genio esaltato di Yukio Mishima, un autentico kamikaze capace di fare harakiri. Si spera di indurlo a provocare la crisi facendo leva su certi tratti caratteriali tipici del personaggio, al quale viene unanimemente riconosciuta la sfrontatezza accompagnata da un alto concetto di sé.

Sicuramente Renzi è meno pavido e irresoluto di chi vorrebbe spingerlo avanti, vale a dire quei tanti suoi ex-compagni di strada del Pd che non ne possono più di Conte e dei grillini (se potessero li scioglierebbero nell’acido), oppure semplicemente sono in astinenza da poltrone, ma difettano degli attributi necessari per passare all’azione; manca loro la “garra” del nostro eroe, che quelli considerano buono a nulla però capac...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.