Matteo Renzi a Quarta Repubblica: “La gente non vuole gli estremismi”

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Ospite del programma televisivo Quarta Repubblica, Matteo Renzi ha presentato la sua personale ricetta per far ripartire il Paese a cominciare da un grande piano di investimenti pubblici più volte rappresentato dal suo slogan del momento “Italia Shock”. Il leader di Italia Viva ha inoltre attaccato alcune misure del precedente governo giallo-verde, come la salviniana Quota 100 ed il reddito di cittadinanza del M5s.

Matteo Renzi a Quarta Repubblica

Inserendosi nel discorso sull’emergenza maltempo attualmente in corso, Matteo Renzi ha parlato dei soldi necessari per salvaguardare l’Italia dal dissesto idrogeologico: “Siamo stati per un anno e mezzo a discutere di qualche centinaio di migranti quando il problema vero è la situazione del nostro territorio. I soldi per rimettere a posto l’Italia ci sono: 120 miliardi di cui 25 sul dissesto idrogeologico”. Renzi prevede inoltre di spendere i restanti 95 miliardi per realizzare le infrastrutture necessarie al Paese come strade, ferrovie, aeroporti e scuole.

Nel salotto di Nicola Porro, l’ex Premier ha poi puntato il dito contro due celebri provvedimenti del precedente esecutivo, Quota 100 e il reddito di cittadinanza, accusati di essere solo un costo per le future generazioni: “Salvini non ha tolto la legge Fornero: con Quota 100 ha permesso ad alcune persone di andare in pensione un anno e mezzo prima. Ma con quale costo, specie per le giovani generazioni? Insieme al reddito di cittadinanza sono misure che non portano crescita.

Le elezioni in Emilia Romagna

In conclusione al suo intervento, Renzi lancia un auspicio per le prossime elezioni regionali in Emilia Romagna del 26 gennaio, rifiutando la concezione che il voto locale possa decidere le sorti del governo giallo-rosso: “Bisogna smettere di considerare ogni elezione in chiave nazionale, come fosse un giudizio di Dio. La gente sa scegliere, Stefano Bonaccini in Emilia Romagna è stato bravo e penso vincerà. Ma le persone sceglieranno sull’Emilia Romagna non sul governo nazionale”.

Il senatore di Firenze termina l’intervista parlando del futuro e di come a suo dire l’elettorato sia stanco delle posizioni populiste dei due principali partiti del Paese: “Le persone non ne possono più di litigi ed estremismi. Lo stanno capendo tutti, anche Salvini ed il M5S. Bene, allora mettiamoci al lavoro”.