Matteo Salvini è già all'opposizione

Giuseppe Alberto Falci

È un pugile suonato dall’ultimo gancio inaspettato che gli è stato sferrato dai cinque stelle. C’aveva sperato in un cambio di rotta, nella riedizione di un contratto-bis per scongiurare “il governo arlecchino e dei perdenti”. Chiaro riferimento al gotha renziano, che Matteo Salvini, se può, condanna a ogni piè sospinto. Ecco, il leader del Carroccio non si aspettava quella nota vergata nella casa di Beppe Grillo a Marina di Bibbona, che a metà pomeriggio gli spezza la corsa e lo definisce “inaffidabile e non credibile”. “Io – si sfoga con chi lo ha sentito -  ho dato l’anima per questo esecutivo, e loro cosa fanno? Mi accusano di essere inaffidabile. Chi è inaffidabile io, o loro che si spartiscono le poltrone con Renzi e la Boschi?”. La nota di fatto cala il sipario all’esperienza di governo gialloverde. E spiana, forse, la strada alla nascita di un esecutivo che ricalcherà la maggioranza “Ursula” - benedetta dal professore Romano Prodi - la stessa che ha eletto la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen.

Fatto sta che quando nel tardo pomeriggio si presenta a Marina di Pietrasanta, dove viene intervistato dal direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, Salvini appare confuso, a tratti rassegnato dall’impossibilità di non potere cambiare il corso degli eventi. E allora davanti alla platea della Versiliana fa un’operazione verità. “Se fanno un accordo sulla spartizione del potere, io i numeri in Parlamento per fermarli non li ho. Questo va detto”.

Ecco perché studia già da leader dell’opposizione, “la cosa che sappiamo fare meglio”, era stato il consiglio di Giancarlo Giorgetti. E dall’opposizione appunto si prepara a bombardare “il governo dei perdenti di Boschi, Prodi, Renzi e Boldrini”, minacciando di portare il suo popolo in piazza “in maniera democratica”. Invertendo, di fatto, le posizioni e prendendo le piazza che i grillini hanno lasciato a favore del palazzo.

Ad accentuare la...

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