Chi è il ragazzo tunisino a cui Salvini ha citofonato a Bologna

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Nel corso di una trasferta elettorale a Bologna, in vista delle elezioni in Emilia Romagna, Matteo Salvini ha citofonato alla casa di un ragazzo tunisino. Il leader della Lega si trovava nel quartiere Pilastro del capoluogo romagnolo. Su consiglio di una residente della zona, però, si è recato in un’abitazione di una famiglia tunisina per verificare la presenza di “presunti spacciatori“. Una signora ha accompagnato al citofono il leader leghista, mentre questo chiedeva al giovane se è vero che è coinvolto nello spaccio di droga. Ma chi è il ragazzo tunisino?

Salvini a Bologna: chi è il tunisino

Dall’altro capo del citofono c’era un uomo a cui Salvini si è rivolto con queste parole: “Buonasera. Lei è al primo piano? Ci può far entrare cortesemente? Perché ci hanno segnalato una cosa sgradevole e volevano che lei la smentisse, ci hanno detto che da lei parte lo spaccio del quartiere. Giusto o sbagliato?”. L’uomo interrompe la linea. L’accompagnatrice del leghista a quel punto ha precisato che a spacciare sarebbe il figlio dell’uomo in questione, ma dal citofono non risponde più nessuno.

Salvini insiste ancora e suona nuovamente: “Io volevo entrare da lei. Voglio riabilitare il buon nome della sua famiglia, perché c’è qualcuno che dice che lei e suo figlio spacciate“. Una voce replica spiegando che il padre si trova momentaneamente al lavoro. Infine, la linea viene nuovamente interrotta.

La replica del giovanissimo è arrivata il giorno seguente. “Ho 17 anni, vado a scuola, faccio la vita di qualsiasi altro studente“, ha dichiarato il ragazzo. Il fratello maggiore, che ha lasciato da tempo il quartiere del Pilastro, ha anche aggiunto: “Ho precedenti, ma sono pulito da un bel po’”.

“In passato – ha spiegato ancora il 17enne – ho fatto di tutto e di più, ma adesso vado a scuola, sono un ragazzo normalissimo, non mi manca niente”. Il giovane ha detto che i suoi genitori sono rimasti sconvolti dal gesto del leader leghista. “Mia madre ha 67 anni, mio padre lavora tanto. Ci è rimasto malissimo. Anche mio fratello non fa queste cose, lui gioca a calcio”.

La spiegazione di Salvini

Sono tantissime le critiche ricevute da Matteo Salvini per il gesto fatto a Bologna. Lui stesso, però, ha voluto giustificare le sue azioni così: “C’è una denuncia che ha fatto la signora ed è nostra intenzione seguirla. Ho citofonato a un signore che è stato segnalato come presunto spacciatore per chiedergli se spaccia o se non spaccia, ma mi ha detto che in casa non c’era nessuno. A che titolo l’ho fatto? In qualità di cittadino“.