Matteo Salvini contestato a Recco: “No al ministro dell’odio”

salvini recco

Nella giornata di mercoledì 14 agosto Matteo Salvini è stato accolto nella città di Recco, in Liguria. I cittadini si sono divisi di fronte all’arrivo del ministro degli Interni. Dal lato del lungomare sono apparsi, infatti, cartelli che gridavano: “No al ministro dell’odio” e “Salvini mettiti un po’ a lavorare”; dall’altro lato, invece, i sostenitori del selfie con il ministro. Ma Matteo Salvini risponde con ironia: “Siamo in democrazia, Recco resiste, allora gli porto una fetta di focaccia con la cipolla, meglio resistere con la pancia piena”. Dopo Recco è la volta di La Spezia, 16esima tappa del Beach Tour.

Matteo Salvini a Recco

Dalla cittadina ligure di Recco, Matteo Salvini tocca i temi più discussi in questi giorni: la nave ong Open Arms e ovviamente la crisi di governo. Riguardo possibili sbarchi, il ministro del Viminale replica il pugno duro contro le ong: “Nessun ingresso e nessuno sbarco”. Poi, passa alla crisi di governo e ai rapporti tesi con il vicepremier Luigi Di Maio. Infatti, il taglio dei parlamentari, come ha spiegato Salvini “è un atto di coerenza” e non una mossa di disperazione. “Abbiamo votato per 3 volte – ha proseguito il ministro – manca la quarta perché sia legge. Non capisco dove ci possa essere disperazione. La strategia rimane la stessa, e fare elezioni anticipate“.

Dopo i temi dell’agenda, però, non mancano alcuni commenti riguardo il nuovo record raggiunto dal deficit pubblico (2 miliardi e 389 milioni di euro). Matteo Salvini si esprime così: “O abbassiamo le tasse, e spendiamo decine di miliardi in opere pubbliche, perché se cresci dello zero virgola, il debito pubblico non l’abbatterai mai. Per la Liguria penso alla Gronda da sbloccare, al Terzo Valico, solo come strade provinciali ci sono due miliardi e mezzo da investire, come scuole superiori più di 2 miliardi di investimenti. Qui c’è un piano di decine di miliardi di opere pubbliche da fare”.

Infine, sul reddito di cittadinanza esprime qualche perplessità: “Ci arrivano tante segnalazioni che alimenta il lavoro nero, e nel mio viaggio in Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia ho sentito di lavoratori soprattutto stagionali che l’anno scorso lavoravano, che preferiscono rimanere a casa, culturalmente un disincentivo. Se queste segnalazioni diventeranno migliaia, chiedo al mondo dell’impresa di dircelo, non deve diventare un danno per l’economia“.