Assedio a Virginia Raggi

Federica Olivo

È un anniversario amaro per Virginia Raggi, forse il più difficile da quando, tre anni fa, ha iniziato il suo mandato da sindaco di Roma. Mentre la città annega nei suo problemi - dalla spazzatura alle fermate centrali della metro chiuse, passando per le voragini che si aprono nelle strade e i problemi delle periferie - da più parti piovono attacchi suoi confronti e si moltiplicano le richieste di dimissioni. La prima è arrivata in mattinata, sulle pagine del Messaggero. Con un editoriale in cui tracciava il ritratto di una città morente Virman Cusenza, il direttore del quotidiano, ha chiesto alla sindaca di “passare la mano”, di lasciare il suo incarico. A seguire è stato sferzato, puntuale, l’attacco di Salvini, che ha parlato di un “programma alternativo” per risolvere i problemi “drammatici” di Roma. A gridare all’incompetenza della sindaca, all’abbandono inaccettabile della città, allo “sbando” cui è stata lasciata sono state anche gli altri partiti, con gli interventi di Fratelli d’Italia, del Partito democratico e di Forza Italia. Raggi, tesa e asserragliata, ha provato a difendersi respingendo le accuse e facendone altre. Ma le sue parole non sono bastate ad alleggerire la sua posizione agli occhi di chi la vuole ormai fuori dal Campidoglio.

La richiesta di dimissioni del Messaggero: “La catastrofe appare inarrestabile. Passi la mano”

“Morte di una città. Troppe volte ne abbiamo raccontato la crisi e il declino. Troppe ci siamo fatti interpreti del disagio e dello sconforto dei romani davanti allo sfacelo di tutti i giorni, ma questa volta - a tre anni dall’elezione della Raggi - non basta più”. Inizia così l’editoriale con cui Virman Cusenza stronca l’attività della sindaca di Roma e la invita, senza giri di parole, a lasciare. “La catastrofe agli occhi di tutti appare ormai inarrestabile - continua, elencando tutti i problemi che soggiogano la Capitale. “La caduta di Roma la tocchiamo con mano...

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