Matteo Salvini, il retroscena per escluderlo

matteo salvini

La profezia di Andrea Orlando parla chiaro: “Il governo durerà“, “E non perché c’è Conte, cioè per la nuova suggestione mediatica, ma durerà perché ha il compito di superare un sistema ibrido come l’attuale”. Su Il Giornale, Minzolini, partendo dalla dichiarazione di Orlando avrebbe infatti svelato il retroscena nascosto dietro la nuova alleanza che regge l’esecutivo giallorosso. Dietro il governo, infatti, ci sarebbe la priorità della legge elettorale da rifare, cosa che andrebbe a danneggiare Matteo Salvini, relegandolo in una posizione di emarginazione totale.

Matteo Salvini, il retroscena

Sempre Orlando avrebbe quindi approfondito la questione della legge elettorale. “Due terzi proporzionale e uno maggioritario, che manda in cortocircuito politica e comunicazione, in cui c’è chi scambia la dialettica parlamentare per ribaltoni e tradimenti. Un compito democratico. Non sono entrato nel governo insieme a Franceschini solo perché avrei aperto un varco agli altri del Pd che sono stati al governo insieme a me. Non era il caso“. Sulla stessa lunghezza d’onda sarebbe anche Epifani, oggi LeU, che afferma: “È un esecutivo che reggerà perché dietro c’è un disegno politico condiviso da noi, dal Pd, dai grillini, da Renzi e che non dispiace a Forza Italia: emarginare o normalizzare il sovranismo“. Stando a quest’ultima dichiarazione, però, si tratterebbe di un doppio retroscena dal momento che a bramare contro Salvini ci sarebbe anche Silvio Berlusconi. “Un disegno politico più convincente di quello del governo gialloverde – prosegue poi Epifani -. Conte va avanti perché riesce a cavalcare quest’onda. La nostalgia del maggioritario? Solo un portato del passato“. Secondo Minzolini, poi, tale tesi sarebbe stata confermata indirettamente anche da Patuanelli, il quale parla di “progetto politico” dietro l’inciucio.