Matteo Salvini lancia l'Opa sulla manovra

Giuseppe Colombo

Ore 15.45: Matteo Salvini lascia a piedi palazzo Grazioli, dove è in corso il vertice a tre con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Pochi passi, dietro alla residenza romana del Cavaliere, c'è un appartamento a disposizione del Viminale: è lì - insieme allo staff economico della Lega - che si consuma il primo atto della "resurrezione" del centrodestra perché l'esito dell'incontro è di chiudere il pacchetto della Lega sulla manovra con un accento preciso: portare a casa le battaglie care anche a Forza Italia e Fdi, costi quel costi. Come se l'agenda della legge di bilancio debba essere colorata solo di verde, senza preoccuparsi del fatto che le risorse servono anche ai 5 Stelle per dare compiutezza alla loro lista della spesa.

I responsabili dei diversi settori riferiscono a Salvini. Un breve dibattito, precisazioni, limature. Il leader della Lega lascia l'appartamento e ritorna a Grazioli per portare a casa il primo attestato della nuova fase dell'alleanza con Berlusconi e Meloni. Quando esce, al termine del vertice, suggella il cambio di passo parlando così con i giornalisti: "Manterremo i conti in ordine iniziando a smantellare la Fornero e riducendo le tasse per i dimenticati da Renzi e la sinistra, ovvero le partite Iva, i commercianti, i piccoli imprenditori e gli artigiani, sulla pace fiscale con Equitalia si va avanti. Manterremo i conti a posto e cominceremo a mantenere gli impegni presi con gli italiani".

Cosa è successo durante la pausa manovra? Alla riunione hanno partecipato in tanti, ma soprattutto i due uomini che stanno portando avanti il lavoro sulla manovra, cioè i sottosegretari Massimo Garavaglia e Marco Bitonci. Il segnale è stato quello di chiudere definitivamente le singole misure, puntando su tre cavalli di battaglia: superamento della legge Fornero, pace fiscale e flat tax.

"Il pacchetto è pronto", spiega una fonte leghista, che dettaglia la linea massimalista scelta da Salvini. Ci saranno anche altre misure care al...

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