Matteo Salvini prende tempo sulle nomine

Alessandro De Angelis
Italy's Interior Minister Matteo Salvini gestures as he speaks during a news conference at the Viminale in Rome, Italy, June 25, 2018. REUTERS/Tony Gentile

C'è un motivo se alle ore 18.00, termine per presentare i nomi per le commissioni di "garanzia", nell'elenco della Lega, consegnato agli uffici del Senato, mancano i nomi dei suoi "componenti" per la commissione di Vigilanza. È la mossa. Che potrebbe anche far slittare la votazione prevista per mercoledì. E posticiparla, questo il punto, a dopo che il Parlamento (sempre mercoledì) voterà il nuovo consiglio di amministrazione Rai, dove la maggioranza ha i numeri, come si dice in gergo, per "fare cappotto".

Potrebbe, perché comunque c'è ancora tutta la giornata di martedì per trattare e 24 ore sono un'eternità in questi casi: "Chiederemo una capigruppo – fanno sapere da Forza Italia – e andremo a un chiarimento vero, perché non possiamo accettare che si votino le altre commissioni di garanzia, Copasir e giunte per le autorizzazioni, tenendo fuori la Vigilanza". Perché un accordo di massima, sulle altre, c'è. Sull'organo di controllo dell'operato dei servizi segreti il nome è quello di Lorenzo Guerini. Mentre la giunta per le autorizzazioni della Camera dovrebbe andare a Fratelli d'Italia.

È una mossa quella di Salvini, diciamo così, su due livelli. Che riguarda, innanzitutto, la sua strategia complessiva sul giro di nomine che ridisegna gli equilibri del potere italiano: "Vuole avere un quadro complessivo – spiegano fonti dentro la trattativa – sull'intero pacchetto di nomine che riguardano Rai e Cdp che non a caso slitterà anche mercoledì. E non procedere nome dopo nome o casella dopo casella. Per questo tiene aperta fino alla fine la questione Rai". Di questo negoziato, e questo è il secondo livello, è parte integrante il rapporto che la maggioranza, nel suo complesso, ha con Silvio Berlusconi a cui spetta la commissione di Vigilanza. Proseguono le stesse fonti: "Il punto è che Forza Italia, se vuole la presidenza della Vigilanza deve rinunciare a un componente del cda Rai. Poi c'è la questione del nome, perché Maurizio Gasparri...

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