Matteo Salvini sconfitto da Pd e M5s: come ha reagito il Cremlino

salvini putin

La crisi di Governo italiana sta alimentando il dibattito mediale internazionale. Se dagli Usa Trump ha ribadito l’endorsement a Conte ancora prima che Mattarella gli conferisse il mandato; Putin dal Cremlino rimpiange l’amico e collega Matteo Salvini. Infatti, il leader leghista è il più russofilo tra i leader europei: in Russia, però, nessuno si è mai aspettato molto dal leghista. Vediamo come i media e il Cremlino hanno reagito all’uscita di scena di Matteo Salvini.

Débâcle Salvini, i media

Rossyia 24 ha trasmesso in onda un audio di Matteo Salvini nel quale si sente chiaramente il “ribaltone europeista” di Bruxelles. Nello stesso servizio, però, il media russo spiega anche come è nata la crisi. Sarebbe stato proprio il leader leghista ad aver innescato il meccanismo lo scorso 9 agosto. Inoltre, seguendo il servizio, sono riportati i comizi e le manifestazioni in piazza, si riferiscono dettagli sull’accordo tra il Pd e il Movimento 5 stelle e infine si lanciano ipotesi e dubbi sulla durata del nuovo esecutivo giallo rosso.

La reazione del Cremlino

Dal Cremlino hanno appreso fin da subito la notizia della crisi di Governo italiana innescata da Salvini. Tuttavia, la reazione di Putin è stata tutto sommato moderata: i russi non hanno mai nutrito grandi aspettative nella figura di Salvini. Infatti, sono convinti che la nostra politica estera abbia come pilastri fondanti l’Europa e la partnership transatlantica, mediata ovviamente dal dialogo con la Russia. Non importa dunque chi sia il premier ad occupare Palazzo Chigi: Mosca privilegerà sempre gli accordi bilaterali. L’Italia ha un legame storico con la Russia e questo è qualcosa di imprescindibile.

Elena Maslova, rapporto Italia-Russia

Una docente dell’università moscovita, Elena Maslova, ha fatto notare che nonostante Salvini abbia lanciato sul tavolo i temi dell’immigrazione, “non si è vista una tale disponibilità a difendere la sua posizione nei confronti della Russia, nonostante le promesse pre-elettorali”. A Lettera 43, la docente ricorda: “Al summit di Biarritz sono state espresse opinioni molto contrastate circa l’eventuale partecipazione della Russia”. “In ogni caso – prosegue -toccherà al leader americano, che farà gli onori di casa al prossimo vertice, risolvere il dilemma se invitare Mosca nel 2020 o meno. Se non c’è una posizione consolidata sulla riconversione del G7 in G8, Trump potrebbe, teoricamente, invitare Putin solo quella volta, in qualità di ospite d’onore”.