Matteo Salvini apre ancora al Movimento 5 stelle

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“Non ho paura”. Lo ripete quasi fino allo sfinimento Matteo Salvini nel suo intervento. Prende la parola subito dopo Giuseppe Conte e prova a tendere ancora la mano ai 5 stelle. Questa volta alzando la posta in gioco: propone di andare a votare non solo dopo il taglio dei parlamentari, ma anche dopo la manovra: “La via maestra sono le elezioni, così gli italiani giudicheranno. Ma se volete tagliare i parlamentari e andiamo a votare? Ci siamo”. Lo fa davanti al Senato, qualche minuto dopo che il premier ha annunciato che si recherà da Mattarella per porre per dimettersi. Come conseguenza, come estremo atto di buona volontà, la Lega ritira la mozione di sfiducia in vista della replica in aula del premier.

Quanto all’esperienza di governo Salvini dice: “Rifarei tutto quello che ho fatto. Sono un uomo libero, non ho paura del giudizio degli italiani”. Ripete più volte questo concetto, riferendosi ad eventuali future elezioni. E rivendica l’azione svolta. Solo pochi minuti prima il premier si è rivolto a lui con parole dure, lanciandogli una lunga lista d’accuse: “Hai perseguito interessi personali e di partito”... “Non hai cultura delle regole... “Mi preoccupa la tua concezione del potere”... e ancora, “Incosciente l’uso di simboli religiosi”. Attacca, cita Cicerone, poi Manzoni, poi ancora Virgilio con il suo “amor vincit omnia” e finisce con Giovanni Paolo II, ma non risponde direttamente alle accuse. Se non a quella sull’utilizzo dei simboli religiosi: “Non me ne vergogno - ripete - anzi, ne sono ultimo e umile testimone”. 

 

Poi l’attacco a quelli che ormai sono gli ex alleati di governo, gli esponenti del Movimento 5 stelle e alla loro potenziale alleanza con i democratici: “Se preferivate il Pd bastava dirlo. Vi vedo a riformare il Csm con Lotti o a risarcire i truffati dell’Etruria con Maria Elena Boschi”. È convinto che l’Iva non sarà incrementata: “Non aumenta se si vota a ottobre e abbiamo un...

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