Matteo Salvini spezza una lancia per Emma Marrone e zittisce gli haters

Tra Matteo Salvini ed Emma Marrone i rapporti non sono stati sempre idilliaci. Anzi, proprio sulla differenza di vedute che c’è tra i due si è scatenata più volte un’orda di haters, che ha preso di mira la cantante, attualmente in pausa per i suoi sopravvenuti problemi di salute.

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Emma nel mirino degli haters per la sua posizione sui “porti aperti

È inutile dire che tutto il fracasso è cominciato diverso tempo fa, quando Matteo Salvini era ancora vicepremier e ministro dell’Interno ed Emma Marrone girava l’Italia con il suo tour. All’epoca, la cantante si schierò apertamente per i “porti aperti”, dando il via ad una nuova polemica riguardo alle politiche migratorie del precedente governo.

In pochi giorni si scatenò l’impossibile. Tantissimi sostenitori della Lega si riversarono sulle pagine dell’ex cantante di Amici augurandole il peggio. Tra minacce di ogni tipo, insulti sessisti ed epiteti decisamente poco felici, anche alcuni esponenti del partito di Alberto da Giussano finirono coinvolti in quel ciclone, ma una risposta dall’alto non era ancora arrivata.

Matteo Salvini spezza una lancia per Emma Marrone e zittisce gli haters

È per questo che l’attuale presa di posizione del numero uno della Lega, Matteo Salvini, appare come una boccata d’aria, una sorta di stop agli assurdi attacchi degli haters contro Emma Marrone, specie adesso che la sua salute la mette in difficoltà.

Mi piacciono le canzoni di Emma Marrone, andrei ad un suo concerto, a prescindere dalle idee – ha commentato il segretario della Lega – Anzi, le faccio un grosso in bocca al lupo. Le manderò un mazzo di fiori. Un conto sono le idee, un altro è il rispetto per la sofferenza di una persona”.

Poco importa se il gesto sia dettato da un genuino sentimento d’empatia o da una specifica strategia di comunicazione. Quello che importa è che gli attacchi nei confronti della cantante si fermino e che, magari, dopo la presa di posizione dell’ex vicepremier i social tornino ad essere un posto un po’ più civile.

Foto: Kikapress