Matteo Salvini sta 'na favola

Alessandro De Angelis

Salvini incassa. Rassicura l'alleato sconfitto. Si prepara a incassare di nuovo, tra due settimane in Sardegna, altra vittoria annunciata, secondo lo schema dell'Abruzzo: centrodestra a torsione sovranista e crisi dei Cinque Stelle. E a rassicurare di nuovo. Hic manebimus optime, il governo non è in discussione, del resto perché mai dovrebbe essere in discussione un equilibrio così perfetto, una così perfetta costruzione di egemonia, nella destra e nel governo. Meglio ancora: nella destra stando al governo.

Eccolo, di buon mattino alla Camera, in conferenza stampa, in versione rassicurante: "Per il governo non cambia nulla, non credo che gli amici dei Cinque Stelle debbano temere nulla". Da solo alla Camera, poi in Abruzzo, poi a Porta a Porta, senza mai nominare il centrodestra come coalizione politica, sinonimo di passato remoto, ribadendo così quella distanza siderale da Berlusconi immortalata nel gelo della conferenza stampa di Pescara. Parla all'esterno, parla anche ai suoi, a quel partito del Nord inquieto perché "con questi numeri – sussurrano i suoi – la tentazione è irresistibile". Ma non è il momento, come ha spiegato nella notte il concreto Giorgetti a chi ha parlato con lui: "Per noi non cambia niente, perché il problema non è nostro. Noi incassiamo. Il problema riguarda i Cinque Stelle, il rischio è che loro implodono".

Ecco, il rischio è che il calvario dei Cinque Stelle diventi il calvario del governo. I numeri, testardi, raccontano di una crisi inversamente proporzionale al successo leghista. Di Maio in un anno perde oltre la metà dei voti (177mila) e scende anche rispetto alle scorse regionali. La Lega, in un anno, li raddoppia (più 59mila rispetto alle politiche) pescando ovunque, sia tra l'elettorato grillino sia tra quello di Forza Italia, per la prima volta sotto il dieci per cento. A dispetto delle dichiarazioni ufficiali la botta è arrivata. E fa male davvero, altro che "voto locale". Ne è una prova il silenzio, a...

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