Matteo Salvini vede già la palude

Alessandro De Angelis
Matteo Salvini

È facile facile, per una macchina da propaganda come Salvini: ”È nato il governo Conte-Monti”. È bastato l’endorsement del Professore, il mostro dell’austerity per i sovranisti. Vale mezzo discorso: “Volete fare la rivoluzione e ora vi ritrovate con Monti e Casini”. Ancora più facile, dopo la successiva istantanea, quando Monti, uscendo dall’emiciclo, abbraccia il nuovo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. L’Aula, si leggerà nello stenografico, “rumoreggia”.

Ecco, già si capisce quale sarà il format delle prossime settimane: “gli abusivi”, complici di Bruxelles, aggrappati alle poltrone perché timorosi della volontà degli italiani. E il bersaglio, simbolo del tradimento, “l’uomo che sussurrava alla Merkel, diventato l’uomo della provvidenza dell’establishment. Sentite qui, lo sfregio alla vanità dell’avvocato Conte: “Lo stile è sostanza, non apparenza, non dipende solo dalla cravatta, dalla pochette, dal capello ben pettinato”. Il destinatario, toccato nella considerazione di sé, si morde il labbro. Poi, nella replica, risponde rivolto solo a Salvini, in un nuovo capitolo di una tenzone che assomiglia quasi a un affare privato: “Con una certa arroganza una forza politica unilateralmente ha deciso di portare l’Italia alle elezioni, di volerci arrivare da ministro dell’Interno e sempre unilateralmente e arbitrariamente di concentrare definitivamente nelle proprie mani tutti i poteri: pieni poteri”.

VIDEO - Salvini attacca Conte e cita Aristotele

 

 

Appunto il format: il paladino del popolo, delle piazze, della sovranità inespressa contro il paladino dell’antisovranismo, che vive il proprio ruolo in modo così messianico da permettersi il lusso di non nominare, neanche una volta, i partiti che lo sostengono. Proprio così, neanche una volta. In questo dettaglio c’è un tema politico. Non è un caso che Salvini non attacca mai Luigi Di Maio, anzi ne sottolinea l’assenza in Aula durante il suo...

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