Matteo Salvini verso il processo. I renziano ago della bilancia

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Matteo Salvini avrebbe conservato copia delle interlocuzioni scritte riguardanti il caso dei migranti sulla nave militare Gregoretti, quando era al Viminale. Da fonti leghiste trapela che si tratterebbe di “numerosi contatti anche tra il ministero dell’Interno, la presidenza del Consiglio (Giuseppe Conte), il ministero degli Affari esteri (Enzo Moavero) e organismi comunitari. Inoltre, sulla redistribuzione degli immigrati, secondo la Lega, era stata contattata anche la Cei. Secondo fonti della Lega, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dichiarava il 30 luglio (nel corso della trasmissione “In Onda” su La7) che “c’è un dialogo tra i ministeri delle Infrastrutture, dell’Interno e della Difesa, la posizione del governo è sempre la stessa: vengono salvaguardati i diritti, le persone che dovevamo scendere sono scese, sono monitorate le condizioni di salute, ma del problema immigrazione deve farsi carico tutta l’Europa”, aggiungendo: “Ringrazio il presidente Conte che continua a porre la questione nelle cancellerie d’Europa”. Tutta la documentazione conservata da Salvini è al vaglio dei legali dell’ex ministro dell’Interno e al momento non verrà diffusa.

L’ago della bilancia decisivo per portare Salvini a processo è rappresentato dai renziani.  “Leggeremo le carte e decideremo, senza isterismi e senza sventolare cappi e manette, come si fa nei paesi civili”, ha scritto su Facebook il capogruppo di Italia Viva in Senato Davide Faraone. “E adesso la domanda è: quindi salvate Salvini dal processo? Noi non usiamo le questioni giudiziarie a fini politici, non lo abbiamo mai fatto e mai lo faremo. Oppure il garantismo vale per gli amici, mentre per gli avversari politici si diventa giustizialisti?”, precisa Faraone. Italia Viva tiene quindi il giudizio in sospeso riguardo al processo contro l’ex ministro dell’Interno e i numeri necessari per l’autorizzazione a procedere sono adesso in bilico. Se i renziani diranno...

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