Matthew McConaughey: "Per fermare stragi invece di controllo sulle armi parliamo di responsabilità"

(Adnkronos) - "Sono un padre, il figlio di un'insegnante di asilo, ed un americano. E sono nato ad Uvalde, in Texas, per questo ho deciso di scrivere". Inizia così l'editoriale pubblicato oggi sull'American-Statesman da Matthew McConaughey, l'attore premio Oscar per "Dallas Buyers Club", che nei mesi scorsi ha accarezzato l'idea di una candidatura a governatore del Texas, affermando che invece di controllo sulle armi si dovrebbe parlare di responsabilità sulle armi".

"Il dibattito sul controllo delle armi non ha provocato nient'altro che lo status quo - continua il 52enne attore sul giornale di Austin, la capitale del Texas dove vive insieme alla moglie ed i tre figli - credo che gli americani responsabili, che seguono la legge, abbiano il diritto, sancito da nostri padri fondatori con il Secondo emendamento, di portare armi".

"Credo anche che noi abbiamo l'obbligo culturale di rallentare il massacro senza senso di nostri figli", aggiunge l'attore texano sottolineando che mentre il controllo sulle armi è "un obbligo che può violare" il Secondo emendato, la responsabilità "è un dovere che lo rispetterebbe".

"Non ci sono barriere costituzionali alla responsabilità delle armi - aggiunge - tenere le armi lontano dalle mani di persone pericolose non è solo l'unica cosa responsabile da fare, ma anche il miglio modo di proteggere il Secondo emendamento. Possiamo fare entrambe le cose".

Nell'articolo McConaughey di fatto suggerisce misure già discusse, ma inserite nel quadro della responsabilità: controlli sugli acquirenti di tutte le armi, innalzamento da 18 a 21 anni l'età minima per l'acquisto di armi d'assalto, con un periodo di attesa per le vendite e un sistema di 'red flag" per individuare le persone che non possono acquistare armi. L'attore esorta quindi i membri del Congresso a "fare compromessi bipartisan" per queste quattro misure "ragionevoli per ristabilire un possesso responsabile delle armi nel nostro Paese".

"Non è una scelta tra armi e non armi - conclude l'attore texano che lo scorso novembre ha detto che la candidatura politica "non è un percorso che voglio intraprendere in questo momento" - è questione di scelta responsabile. E' la scelta squisitamente americana: dove io ho il diritto di essere me stesso, tu hai la libertà di essere te stesso ed insieme abbiamo la responsabilità di essere gli Stati Uniti".

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